Il Tirreno

Prato

«Chi la vende non vuole giovani tra i suoi clienti»

di Maria Lardara
«Chi la vende non vuole giovani tra i suoi clienti»

Incontro dei consiglieri comunali con gli operatori di strada che raccontano un fenomeno che sta cambiando in fretta

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PRATO. Il loro quartier generale è sempre stato piazza del Ponzaglio, all'altezza della Passerella. Ma ora l'emergenza al Serraglio non è più quella di una volta dopo i blitz de "Le Iene". La droga viaggia. Circola alla stazione ferroviaria di Borgonuovo, dove due sere fa è morto un uomo di 56 anni per overdose. Si fa vedere nella zona di viale Vittorio Veneto, nel tratto di via Fra Bartolomeo verso piazza San Marco e stazione centrale. Il fenomeno sta cambiando pelle, si sparpaglia geograficamente e questo crea un bel daffare per i quattro operatori di strada della cooperativa Cat che seguono il progetto "Outsiders". «Ora siamo mobili, ci spostiamo col nostro furgone - racconta il coordinatore Stefano Bertoletti - Siamo costretti a inseguire gli utenti che sono più rapidi, hanno paura e si fanno vedere in modo intermittente. Finché la situazione di disagio era limitrofa al Serraglio gli utenti rispondevano bene al nostro servizio: il rischio è che ora girino con le siringhe sporche in tasca». La testimonianza degli operatori è stata raccolta lunedì pomeriggio dalle commissioni consiliari 3 e 5 riunite in seduta congiunta. «Lo spacciatore non è il tossicodipendente - ricorda il presidente della commissione 5 Gabriele Alberti - L'azione di repressione non può essere svincolata da interventi di tipo sanitario: ben venga quindi il ruolo degli operatori». Si scopre intanto che sta prendendo piede un consumo più "adulto" di sostanze stupefacenti. Se fino a dicembre il 62% dell'utenza seguita dagli operatori Cat si collocava sotto la fascia dei 35 anni, gli ultimi casi di cronaca ci raccontano che l'età del consumo si è alzata. «I giovanissimi - riprende il coordinatore della Cat- sono considerati più insicuri dallo spacciatore che preferisce crearsi un secondo giro rivolgendosi a contatti più stabili». Il progetto "Outsiders" è costato finora 56mila euro con un cofinanziamento dalla Regione Toscana (40mila euro), Comune di Prato e Asl (8mila euro a testa). A distanza di quasi un anno dall'avvio ufficiale (gli operatori di strada sono diventati operativi a cavallo dell'estate scorsa), è tempo di tirare le somme di questa attività sul campo. I primi dati "ufficiosi" trapelati durante i lavori della commissione parlano di quasi un migliaio di contatti con tossicodipendenti e di una ventina di soggetti accompagnati nelle comunità di recupero. Bertoletti la considera ormai un'utenza «fidelizzata»: i tossicodipendenti si avvicinano agli operatori, chiedono siringhe nuove, s'informano e si fanno eventualmente curare. «Mai avuto problemi con l'utenza: abbiamo semmai incontrato qualche difficoltà con l'esercito che in due occasioni, avvicinandosi alla nostra postazione, non ci hanno messo in condizioni di lavorare» L'amministrazione intende potenziare il lavoro degli operatori di strada portando a cinque le loro uscite settimanali (oggi sono tre) con un ulteriore cofinanziamento di 12mila euro che porterebbe così da 56 a 70mila euro l'investimento sulla seconda fase del progetto "Outsiders". «Siamo soddisfatti dei risultati - fa sapere il vicesindaco Simone Faggi - convinti che l'intervento di contrasto alla tossicodipendenza necessiti di un approccio multidisciplinare che non attenga solo al campo della sicurezza ma accompagni verso i servizi sanitari sul territorio».

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