Sicurezza
La marcia della legalità
Stamani gli studenti parteciperanno all’iniziativa di Libera
PRATO. Le scuole del territorio parteciperanno alla manifestazione "Ponti di memoria, Luoghi d'impegno". Il Comune, che sarà presente con il gonfalone, ha deciso di sostenere anche attraverso il coinvolgimento degli studenti la XXI edizione della Giornata della Memoria e dell'Impegno. L'iniziativa viene celebrata ogni 21 marzo dall'associazione Libera di Don Luigi Ciotti in una città principale, che quest'anno è Messina, e in tante altre piazze d'Italia.
Stamani alle 9,30 è previsto in piazza dell'Università, nella zona di Prato Porta al Serraglio, il ritrovo per la "Marcia della Legalità". La manifestazione partirà alle 10 e attraverserà via Magnolfi, via P. Cironi, Canto alle tre Gore, via Tintori, via G.Verdi, via Mazzini, piazza San Marco, viale Piave, piazza Santa Maria delle Carceri, via S. Bonaventura, piazza San Francesco, via Ricasoli e terminerà in piazza del Comune. Alle 11 saranno letti i nomi delle vittime innocenti di mafia da Palazzo Pretorio. Seguiranno i saluti del vicesindaco Simone Faggi.
Durante la mattinata saranno presenti banchetti con materiale informativo, brochures, gadgets e prodotti alimentari di "Libera Terra".Alle 17, invece, si svolgerà alla Biblioteca Lazzerini l'inaugurazione, organizzata dall'assessorato alla Cultura, della mostra "La Mafia siamo noi" dell'artista Gerardo Paoletti, curata da Claudio Giorgetti, che durerà fino a domenica 1° maggio.
Un racconto all’interno della memoria, una “memoria” di volti e parole che hanno lottato contro la mafia. L’opera si presenta come un’installazione monumentale, immersiva, in cui molteplici “icone” in sequenza seriale ripropongono ritratti di uomini, donne e bambini: le vittime ma anche gli stessi fautori delle stragi. I ritratti, che nel caso dei mafiosi, escono dalla bidimensionalità del quadro con una tecnica a rilievo per acquistare volume, emergendo dallo sfondo, vengono presentati dall’artista al pubblico in un’opera unica, multimediale.
L’installazione permette una riflessione fino a farsi monito e denuncia, i contenuti rappresentati sono affidati ad un linguaggio tecnologico e contemporaneo, volto a intercettare l’attenzione dei visitatori. La mostra, per la sua forza didattica, alimenta anche nelle generazioni una cultura della pace e della legalità che si contrappone efficacemente alla violenza, al privilegio e al ricatto. Proprio per tale ragione, il comune ha deciso di collocare l’installazione di Gerardo Paoletti all’interno di un luogo della memoria, della cultura e della coesione sociale ovvero all’ingresso del Polo Campolmi.
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