Il Tirreno

Prato

Mancano i parcheggi alla piscina di Iolo

di Alessandra Agrati
L'area adiacente alla piscina di Iolo
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L'area adiacente alla piscina di Iolo

Le proteste dei cittadini alla rubrica "Segnala Prato". In via Cava le strisce pedonali conducono in un fosso

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PRATO. Alla piscina di Iolo mancano i parcheggi, mentre in via Cava angolo via Pollative le strisce pedonali conducono in un fosso. Anche la vicina via G. Di Vittorio ha problemi di sicurezza: dopo la bufera di vento del marzo 205 la rete di protezione è stata posizionata, ma sulla vecchia struttura da cui spuntano ferri rugginosi di almeno 50 centimetri. Queste alcune segnalazioni dei cittadini indirizzata alla rubrica del Tirreno "Segnala Prato."

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“Da oltre un anno – racconta Alberto Toccafondi - frequento la piscina a Iolo, un impianto davvero bello, dove il personale è gentile, gli istruttori competenti e disponibili, gli spogliatoi sempre puliti ed in ordine. L'unica grossa lacuna di questo impianto sono i parcheggi: nelle ore serali la piscina è affollata ed è difficile, se non impossibile, trovare un posto per la macchina”. L'impianto è fornito di un solo parcheggio con 11 spazi più uno riservato ai disabili. “La strada- spiega Toccafondi - è senza sfondo e nelle ore serali tutti parcheggiano lungo il ciglio, costringendo gli automobilisti in cerca di un parcheggio a manovre complicate e anche pericolose”. In realtà vicino alla piscina c'è un parcheggio che, però, non è illuminato e secondo i frequentatori della piscina è anche pericoloso.


In via Cava invece, i problemi sono di sicurezza stradale. “Abito in questa zona da decenni – racconta Fidenzio Matani - e ho già fatto tre esposti al Comune e numerose segnalazioni. L'attraversamento pedonale, che è fondamentale, in realtà è stato tracciato in modo sbagliato: non esiste il marciapiede e quindi il pedone, una volta che è passato dall' altra parte della strada, si ritrova in un fosso. Sto ancora aspettando una risposta dal Comune”.

Agli uffici competenti non risultano segnalazioni, come del resto per la recinzione in via G. di Vittorio. “Apprezzo che la rete caduto lo scorso anno sia stata risistemata- continua Matani - ma il lavoro è stato fatto male. Riutilizzare la vecchia struttura portante vuol dire non rispettare i parametri di sicurezza. Al prossimo colpo di vento forte casca tutto, con conseguenze che non oso immaginare”. Camminando lungo il marciapiede bisogna anche fare attenzione a non inciampare nei ferri arrugginiti che escono dalla struttura portante della rete. “Sono posizionati all' altezza delle caviglie- conclude Matani - e soprattutto la sera non sono visibili”.

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