A fuoco all'alba l'auto del parroco di Reggiana
Don Abramo: "Non ho mai ricevuto minacce ma qui è una brutta zona. Ci sono spacciatori e i ladri erano già entrati in parrocchia"
PRATO. Erano da poco passate le 5 di domenica 20 marzo quando i vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio di auto. In via delle Magnolie a San Giusto, proprio nella piazzetta interna alla chiesa, una Fiat Punto stava bruciando. Si tratta dell'auto del parroco, di origine indiana, della chiesa di Sant'Antonio da Padova a Reggiana, don Abramo Vettuparampill. Sono in corso accertamenti sulle cause dell'incendio. "E' la mia auto personale, una vecchia Punto del 2003 parcheggiata accanto alla chiesa", ha spiegato don Abramo. "E' stato un parrocchiano che abita qui vicino - ha aggiunto - a dare l'allarme. E' stato svegliato dal rumore: io sono uscito che c'erano già i vigili del fuoco. L'auto è andata completamente distrutta".
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Don Abramo ha gli occhi velati di lacrime quando guarda la sua auto acquistata con fatica in una parrocchia dove c'è molto da fare e dove qui, il parroco, è un pastore. E' colui che tende la mano. La situazione nel quartiere negli anni è migliorata, spiegano i residenti, ma i problemi ci sono ancora. Bruciare le auto ai parroci non è però una novità. Anni indietro due volte fu incendiata l'auto a don Pivetta, scomparso un anno fa e prete dell'altra parrocchia del quartiere mentredon Giampiero Fabbretti, qui prima di don Abramo, aveva avuto richieste pesanti di denaro.
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"Non ho mai avuto minacce - spiega don Abramo - né ritengo ci siano persone che possano avercela direttamente con me. Forse ce l'hanno con la chiesa, che è qui al centro e che è "rifugio" per tante persone del quartiere. Questa non è una bella zona. Ci sono spacciatori. Gli anziani hanno paura a girare da soli quando cala il sole anche prima dell'ora di cena. A novembre i ladri erano già entrati in chiesa, spaccando le porte anche della canonica per rubare pochi spiccioli".
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