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Incendiato il bagno dei pratesi a Massa

Incendiato il bagno dei pratesi a Massa

Brucia nella notte l’Haiti di Poveromo acquistato due anni fa dalla famiglia Rafanelli: «Mai ricevuto minacce»

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PRATO. Uno stabilimento balneare di Marina di Massa, di proprietà di una coppia pratese, Alberto e Vanessa Rafanelli, è stato dato alle fiamme la scorsa notte in località Poveromo.

La telefonata arriva a Prato di buon mattino e sul cellulare compare il nome di Danilo Pitanti. La famiglia Rafanelli lo conosce bene: è il titolare del bagno accanto al loro. Collega e uomo di fiducia. Lui nel suo stabilimento, il Puntomare a Poveromo, ci dorme pure e se chiama è perché qualcosa non va. E così è: al Puntomare e all’Haiti, lo stabilimento dei Rafanelli, non c’è più solo sabbia. Adesso c’è anche tanta cenere: le fiamme si sono divorate le cabine, si sono alzate dall’Haiti e da lì propagate al bagno accanto. La famiglia Rafanelli accompagna i due figli a scuola e da Prato, dove vive, si precipita a Massa. Alberto e Vanessa vogliono vedere lo stabilimento con i loro occhi. Arrivano all’Haiti nella tarda mattinata e rimangono sconvolti: metà delle cabine non ci sono più, al Puntomare non ce n’è più neanche una.

Imprenditori, titolari di attività commerciali tra cui una tabaccheria, i Rafanelli rilevano l’Haiti, storico stabilimento di Poveromo, due anni fa. E adesso guardano il loro investimento andare in fumo. Non sanno motivare l’accaduto. «Non riesco a dare una spiegazione. Noi - commenta Vanessa - Viviamo a Prato e a Massa arriviamo nei mesi estivi, non essere sul posto rende ancor più complicato comprendere quanto successo. Ora aspettiamo il verbale dei vigili del fuoco, anche se sia noi, sia i titolari dello stabilimento accanto pensiamo ad una bravata».

In queste ore i vigili del fuoco stanno cercando di capire se le fiamme sono partite dal bagno Haiti o da quello adiacente, il Puntomare.

Certo è che la famiglia Rafanelli di segnali preoccupanti non ne ha raccolti: non una minaccia, non una telefonata sospetta. Nulla di nulla: «Non c’è stato niente che ci abbia messo in allarme, meno che mai abbiamo ricevuto minacce. Questo incendio per noi è stato un fulmine a ciel sereno. Siamo imprenditori e abbiamo comprato il bagno un paio di anni fa per diversificare le nostre attività. Siamo di Prato, viviamo a Massa in estate e non conosciamo nessuno nella zona».

Un piccolo stabilimento e la metà della cabine ridotte in cenere: «Abbiamo perso 12 cabine - la titolare stende un bilancio - e tutte le attrezzature sistemate al loro interno».

Vanessa Rafanelli non si prede d’animo: «In ogni caso - ecco la ventata di ottimismo - noi apriremo il bagno e affronteremo la stagione turistica. Sicuramente non ricostruiremo le 12 cabine andate a fuoco, non in un momento come questo in cui già siamo costretti a fare i conti con la spada di Damocle delle aste. Certo - ammette la titolare - sarà impegnativo, lo è anche per noi che abbiamo altre attività oltre a quella balneare».

Del resto l’Haiti, accanto ad uno zoccolo duro di clienti stagionali, punta sui turisti e se il massese, fidelizzato da anni, al bagno storico non rinuncia neanche se la cabina non c’è più, per il turista è tutta un’altra storia. E per l’Haiti non sarà un’estate facile.

Chiara Sillicani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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