Attenzione
Una risata come medicina, riparte “Soccorso Clown”
Prato, il servizio era stato interrotto per mancanza di finanziamenti. Quindici attori si alterneranno in coppia all’ospedale Santo Stefano per far sorridere i bambini
PRATO. Riparte e raddoppia il progetto “Soccorso Clown”, attivo all'ospedale di Prato sin dal 2000, ed interrotto per mancanza di finanziamenti. La riproposizione dell'iniziativa è stata supportata dall'Istituto diagnostico Santo Stefano e dalla Fondazione Marchi: le due realtà hanno contribuito alla riattivazione del servizio elargendo donazioni di 4mila e di 20mila euro. Quindici attori travestiti da clown si alternano in coppia all'ospedale Santo Stefano con gag e scherzi per alleviare l' ansia e la tensione dei pazienti bambini, sia in fase di degenza che in situazioni pre-operatorie. I “dottori del sorriso”, provenienti dal Meyer di Firenze, riprendono dunque servizio all'ospedale Santo Stefano di Prato, come prima e più di prima: saranno presenti nella struttura ogni mercoledì dalle 15,30 alle 17,30, il primo giovedì e il terzo venerdì del mese e il sabato a cadenza alternata: «Si tratta di un approccio molto apprezzato dai bimbi, in quanto li aiuta a distrarsi e a ridurre lo stress da operazione chirurgica di un buon 50%» commenta il governatore della Misericordia Maria Petrà.
La clown terapia arrivò in città proprio grazie alla Sezione Femminile della Misericordia e alla cooperativa sociale Soccorso Clown onlus, l'ente che promuove l'attività al Meyer e nei principali nosocomi toscani. E i due artefici del progetto sono ovviamente di nuovo in prima fila, per la ripartenza: «Non sono semplici volontari -spiega Caterina Turi Bicocchi presidente di Soccorso Clown- ma professionisti appositamente formati al ruolo. Sono attori preparati per intrattenere i bambini in allegria, operatori sanitari a tutto tondo a cui è richiesto un compito difficile, regalare serenità ai più piccoli in qualsiasi momento, anche di estrema gravità -continua Turi- il loro percorso prevede incontri ciclici con gli psicologi della cooperativa, per assicurare a loro volta assistenza nei casi di difficoltà».
L'istituto Santo Stefano ha sponsorizzato con convinzione l'iniziativa: «La salute dei bambini merita attenzione -afferma il presidente Andrea Gori- noi siamo felicissimi di poter dare il nostro contributo affinché i piccoli pazienti dell’ospedale possano vivere al meglio la loro degenza».
E di finalità sociale parla anche il professor Sandro Rogari, presidente della fondazione Marchi: «Sosteniamo tante opere a spiccato valore comunitario, il supporto a questo progetto è molto importante perchè qui si respira sociale all'ennesima potenza». Alla conferenza nella sede della Misericordia di Prato hanno partecipato pure il dottor "Fresco" e la dottoressa "Lunga Lu", da anni impegnati ad affiancare e a sostenere i bambini in ospedale: «Il nostro è un servizio non semplice ma gratificante e i sorrisi dei bambini sono il nostro miglior compenso».
Vittorio Vannucci
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