Il Tirreno

Prato

Una risata come medicina, riparte “Soccorso Clown”

di Vittorio Vannucci
Una risata come medicina, riparte “Soccorso Clown”

Prato, il servizio era stato interrotto per mancanza di finanziamenti. Quindici attori si alterneranno in coppia all’ospedale Santo Stefano per far sorridere i bambini

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PRATO. Riparte e raddoppia il progetto “Soccorso Clown”, attivo all'ospedale di Prato sin dal 2000, ed interrotto per mancanza di finanziamenti. La riproposizione dell'iniziativa è stata supportata dall'Istituto diagnostico Santo Stefano e dalla Fondazione Marchi: le due realtà hanno contribuito alla riattivazione del servizio elargendo donazioni di 4mila e di 20mila euro. Quindici attori travestiti da clown si alternano in coppia all'ospedale Santo Stefano con gag e scherzi per alleviare l' ansia e la tensione dei pazienti bambini, sia in fase di degenza che in situazioni pre-operatorie. I “dottori del sorriso”, provenienti dal Meyer di Firenze, riprendono dunque servizio all'ospedale Santo Stefano di Prato, come prima e più di prima: saranno presenti nella struttura ogni mercoledì dalle 15,30 alle 17,30, il primo giovedì e il terzo venerdì del mese e il sabato a cadenza alternata: «Si tratta di un approccio molto apprezzato dai bimbi, in quanto li aiuta a distrarsi e a ridurre lo stress da operazione chirurgica di un buon 50%» commenta il governatore della Misericordia Maria Petrà.

La clown terapia arrivò in città proprio grazie alla Sezione Femminile della Misericordia e alla cooperativa sociale Soccorso Clown onlus, l'ente che promuove l'attività al Meyer e nei principali nosocomi toscani. E i due artefici del progetto sono ovviamente di nuovo in prima fila, per la ripartenza: «Non sono semplici volontari -spiega Caterina Turi Bicocchi presidente di Soccorso Clown- ma professionisti appositamente formati al ruolo. Sono attori preparati per intrattenere i bambini in allegria, operatori sanitari a tutto tondo a cui è richiesto un compito difficile, regalare serenità ai più piccoli in qualsiasi momento, anche di estrema gravità -continua Turi- il loro percorso prevede incontri ciclici con gli psicologi della cooperativa, per assicurare a loro volta assistenza nei casi di difficoltà».

L'istituto Santo Stefano ha sponsorizzato con convinzione l'iniziativa: «La salute dei bambini merita attenzione -afferma il presidente Andrea Gori- noi siamo felicissimi di poter dare il nostro contributo affinché i piccoli pazienti dell’ospedale possano vivere al meglio la loro degenza».

E di finalità sociale parla anche il professor Sandro Rogari, presidente della fondazione Marchi: «Sosteniamo tante opere a spiccato valore comunitario, il supporto a questo progetto è molto importante perchè qui si respira sociale all'ennesima potenza». Alla conferenza nella sede della Misericordia di Prato hanno partecipato pure il dottor "Fresco" e la dottoressa "Lunga Lu", da anni impegnati ad affiancare e a sostenere i bambini in ospedale: «Il nostro è un servizio non semplice ma gratificante e i sorrisi dei bambini sono il nostro miglior compenso».

Vittorio Vannucci

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