Gioco
Petizione anti spaccio, la firma un magistrato
Insorgono i residenti della zona tra piazza San Marco e via Veneto, basta alcolizzati e stop alle aperture di nuovi kebab
PRATO. Dal Serraglio e strade limitrofe, a piazza San Marco e vie contigue. La migrazione di tossicodipendenti e spacciatori ha fatto infuriare i residenti dell'area tra piazza San Marco, appunto, viale Vittorio Veneto, via Tiepolo, viale Montegrappa che oltre ad avere fatto partire una petizione popolare su iniziativa di una delle residenti Gaia Gozzi e di Gianluigi Carbone, titolare della farmacia omonima, hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettere "pepata" a Prefettura e Comune avanzando richiesta precise e dal tono ultimativo sul fronte dell'ordine pubblico. Un esempio: i cittadini chiedono «interventi immediati e risolutivi da parte delle autorità al fine di rendere vivibile un'area nella quale si è insediata la delinquenza, attualmente luogo pericoloso per la pubblica incolumità». Fanno presente inoltre che: «quotidianamente» devono confrontarsi con «alcolizzati, drogati, spacciatori, ladri, nomadi e prostitute». Il fatto particolare è che, questa volta, la petizione tra le tante firme - pare già tre le 5 e le 6 cento e molte altre se ne aggiungeranno, c'è anche quella di Ada Mazzarelli, giudice della sezione civile del Tribunale di Prato e moglie del sostituto procuratore della Repubblica Antonio Sangermano. Un po' come dire che anche i magistrati, prima di indossare la toga, sono cittadini. Il Comune ha già fatto un primo passo: martedì pomeriggio una delegazione di residenti, tra i quali Gaia Gozzi, incontrerà il sindaco Matteo Biffoni. Precise e dettagliate, come detto, le richiesta. Prima delle quali «il divieto tassativo, per ragioni di pubblica sicurezza - scrivono nella petizione - di apertura di altre attività gestite da stranieri nella zona indicata perché spesso dimostratesi ricettacoli di criminalità. Nello specifico - proseguono - il divieto di apertura del kebab accanto al negozio Paperbook». Qualche parola, su questo fatto, conviene spenderla. I locali che affacciano su viale Vittorio Veneto e fanno angolo con piazza Europa, dove prima c'era una corniceria, sono di proprietà Paperbook, cartoleria super attrezzata, a prenderli in affitto è stato un pakistano che pare abbia intenzione di aprire un kebabberia o una friggitoria. Per i residenti, però, cambia poco, visto che sarebbero stati trovati collegamenti con la gestione del call center di via Tiepolo che qualche problema con la giustizia, per episodi di spaccio, l'ha avuto.
Non solo però, i residenti chiedono anche la rimozione delle aiuole di fronte e di lato all'ingresso Coop di piazza San Marco «e lo spianamento dell'area dove vengono regolarmente commessi reati di spaccio di droga e di ricettazione. Dove sostano alcolizzati e drogati che rubano i prodotti dal supermercato per rivederli all'esterno e col ricavato comprarsi la dose di droga». E ancora reclamano controlli assidui al call center di via Tiepolo, pattugliamenti frequenti lungo le strade indicate e interventi delle forze dell'ordine per limitare "le condotte aggressive dei drogati e degli alcolizzati". Infine l’uso massiccio dei fogli di via per i senza dimora.
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