Sicurezza
No della Fondazione Cariprato all’aumento di capitale BpVi
Prato, riunione prima del Cda e poi del comitato d’indirizzo per decidere sulla ricapitalizzazione: la linea è di non aderire. Chiesto l'intervento di un legale di Milano per la costituzione di parte civile (se sarà necessario) e per l'azione di responsabilità contro la banca
PRATO. Prima la riunione del Cda, poi del consiglio di indirizzo. Un passaggio importante, quello di oggi, 16 marzo, per la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato perché gli organismi sociali saranno chiamati a prendere una decisione definitiva sulla partecipazione all’aumento di capitale per un miliardo e mezzo deciso dalla Banca Popolare di Vicenza .
La Fondazione - presidente Fabia Romagnoli - nella maxi assemblea del 5 marzo scorso nel capannone industriale di Gambellara, assieme ad altri 9.000 azionisti piccoli a grandi, aveva dato il via libera all’aumento di capitale, trasformazione in spa e ingresso in borsa dell’istituto di credito, riservandosi però di decidere se aderire effettivamente alla ricapitalizzazione. Decisione sulla quale i sei componenti del cda (con il presidente e il vice) e i 14 componenti del comitato di indirizzo si sono già ampiamente confrontati.
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Ribaltoni dell’ultimo minuto, in queste faccende, sono sempre possibili, ma se gli elementi in possesso dei vertici della Fondazione resteranno quelli attuali è quasi certo che la Fondazione Cassa di Risparmio non parteciperà all’aumento di capitale, semplicemente esercitando il diritto a non aderire. Questo significa che la Fondazione - un pacchetto di azioni pari a 22 milioni, tagliati di netto di 5 quando le azioni, la primavera dell’anno scorso, calarono da 62 a 48 euro, a rischio di ulteriori clamorose diminuzioni quando sarà fissato il valore del titolo per l’ingresso in borsa (il valore di recesso è 6,30 euro ma dovrebbe calare ancora) - manterrà nel portafoglio le azioni attendendo tempi migliori.
POPOLARE DI VICENZA: UNA LUNGA STORIA
Cosa potrebbe indurre i membri del comitato di indirizzo a cambiare opinione? Le informazioni che riceveranno in anteprima oggi sulla struttura dell’aumento di capitale. Una serie di dettagli che i soci ancora non conoscono e che spetterà ai vertici BpVi diffondere a ridosso del 25 e 26 marzo date nelle quali sono state riconvocate assemblea ordinaria e straordinaria e per allora la banca sarà già una spa.
C’è anche un’altro passaggio che cda e comitato d’indirizzo discuteranno in via preliminare: se chiedere, in ogni caso, il via libera al Mef (ministero delle Finanze) sulla partecipazione all’aumento di capitale, passaggio obbligato per le Fondazioni, che non implica comunque il passo successivo: ovvero sborsare soldi.
Infine c’è la terza questione, delicatissima e che riguarda il coinvolgimento di un legale (il nome c’è già, si tratta di un professionista di Milano), per un duplice scopo: da un lato la costituzione di parte civile nel caso le inchieste penali avviate a Vicenza e a Prato sulla gestione della banca durante l’era Zonin e Sorato andassero avanti, dall’altro per approntare un’azione civile per il risarcimento dei danni. Passaggi complessi sui quali, però, la Fondazione sembra finalmente determinata a procedere.
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