La manifestazione
Apre Milano Unica Shanghai e Prato c'è
Una decina di aziende tessili del distretto sono in Cina per la fiera di settore. "Il Paese è in crisi ma noi non possiamo essere assenti da questo mercato"
PRATO. Apre la nona edizione di Milano Unica Shanghai, terzo appuntamento del nuovo anno espositivo di Milano Unica World. Il calo della partecipazione di aziende cinesi a Milano, ampiamente previsto a causa della ricorrenza del Capodanno, verrà sicuramente compensato dalle visite dei clienti interessati alle 78 aziende italiane che presentano le collezioni, tra le più prestigiose al mondo, per l’edizione primavera estate 2017. A sostenerlo è il presidente della kermesse del tessile Ercolo Botto Poala.
Con Milano Unica parteciperanno alla fiera anche alcune aziende pratesi: Cangioli 1859 , Fabbrica, Gruppo Emmetex, Fabbrica Tessuti, Fortex, Cotton Lab, Knit Furpile idea, Inseta, Inwool Jersey, Manteco, Mapel, Gruppo Marini&Cecconi, Be-Mood, Microtex, Milior.
“Lo scorso ottobre – commentano dal quartier generale di Milano Unica - registrammo un incremento del 3 per cento sul già ottimo risultato del marzo 2015, avevano visitato la manifestazione oltre 4.000 operatori selezionati storicamente affascinati dall’immagine glamour del nostro Paese. Al National exhibition and Convention Center, la comunità fashion cinese, in costante evoluzione e crescita, potrà entrare in contatto diretto con l’eccellenza manifatturiera italiana, composta anche dai prodotti finiti del padiglione La Moda Italiana presente a Chic, grazie al supporto del Ministero dello sviluppo economico, con la partnership di Agenzia ICE e con la collaborazione di Sistema Moda Italia. I tessuti esposti comprendono una gamma di materiali che coprono le innumerevoli tipologie di produzione, di gusto, di qualità per i visitatori della fiera. La sperimentazione, il gusto del bello e un occhio sempre attento all’ecologia e alla sostenibilità sono gli asset principali dei materiali nobili super-lusso reinterpretati in chiave tecnologica, dei tessuti high-performance, perfino della seduzione in chiave artigianale nei ricami e nella proposta esclusiva delle stampe”.
“Milano Unica Cina – dicono da Milano Unica - è uno dei gioielli dell’internazionalizzazione attuata in questi anni dalla nostra manifestazione assieme al Ministero dello sviluppo economico e ad Agenzia Ice, suo braccio operativo nel mondo. La Cina è un mercato talmente ampio e in evoluzione, soprattutto per quanto riguarda la capacità di spesa delle classi più alte e le nuove disponibilità economiche della crescente classe media, che neanche la crisi finanziaria attuale può arrestare nel suo percorso di sviluppo e modernizzazione.
“Siamo in Cina – risponde al telefono l’imprenditore Riccardo Marini - perché tutto sommato abbia accusato una leggera flessione del mercato cinese ma non è un mercato che non possiamo tenere in considerazione per il prodotto di fascia più alta. Per quanto riguarda la parte più creativa del tessile non sono in grado di avere una loro produzione e noi quindi bisogna esserci e presidiare questo spicchio di mercato. Non venire qui sarebbe rinunciare a possibilità importanti per le nostre aziende”.
“Ho sempre fatto questa fiera da quando è nata”, interviene l’imprenditore di Fortex Roberto Rosati. “La Cina è in crisi ma come il resto del mondo ma non ha senso smettere di lavorarci. Ho un numero consolidato di clienti, c’è crisi, ma un po’ comprano. E quindi che faccio? E’ evidente che confermo la mia presenza. Se indovino un articolino giusto, crisi o non crisi, faccio un ottimo lavoro. Migliore di sempre. Un conto è la macroeconomia, un altro i risultati per le nostre piccole aziende”
Secondo il dato riportato da China Daily sulla base dello studio di Fortune Character Group, dei 160 miliardi di Euro spesi in acquisti nel 2015, oltre il 60 per cento è stato speso in beni di lusso, categoria nella quale rientrano in forma di semilavorati i prodotti della nostra industria. Praticamente il 46 per cento delle vendite globali del lusso è concentrato in questo continente. “La spesa avviene prevalentemente all’estero (+12%) a causa della forte tassazione imposta dal governo sui beni di lusso che non ha, tuttavia, fermato la crescita anche nel giro d’affari interno (+3%). Cina (+9,6%) e Hong Kong (+8 %) assieme, con 302 milioni di euro in valore, insidiano il primo posto della Germania (304 milioni di euro in valore) nella classifica dei primi 15 Paesi verso i quali si indirizza l’export dei tessuti Made in Italy” considera Ercole Botto. Il Presidente esorta i clienti cinesi a voler anche visitare la nuova Milano Unica che si svolgerà il 6-7-8 settembre al polo fieristico di Rho: “Internazionalizzazione, unitarietà d’intenti, modernizzazione, nuova concettualità del prodotto “fiera”, assieme a una nuova idea di lusso, non più sinonimo di esclusività ma di eccellenza, faranno di Milano Unica il nuovo hub dove nasce e si diffonde la moda: non una fiera ma un Salone Esclusivo, un luogo unico al mondo nel suo genere”.
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