Attenzione
«Appalti, tutelare le piccole imprese»
Le richieste della Cna al viceministro Nencini oggi a Prato
PRATO. Ha ascoltato le richieste esposte dalla Cna pratese, il vice ministro ai trasporti e alle infrastrutture Riccardo Nencini, ospite dell'incontro "Codice degli appalti. Dal decreto al regolamento attuativo" tenutosi presso la sede locale della Confederazione nazionale dell'artigianato in via Zarini. La Cna fa alcune proposte affinché possano essere apportate modifiche al decreto che entrerà in vigore il 18 aprile. «Il vecchio codice degli appalti era il più complicato d'Europa - spiega il presidente di Cna Prato Claudio Bettazzi - Una vera e propria giungla giuridica che non faceva né il bene delle imprese né quello della comunità, ostacolando in modo particolare le medie e piccole imprese. Il nuovo codice approvato dal Consiglio dei ministri rappresenta un'occasione storica per il nostro Paese, visto che ci permetterà di cambiare approccio, a patto di imboccare la strada della semplificazione e della trasparenza. Due valori fondamentali per Cna e per le nostre imprese». Bettazzi sostiene che bisogna creare le condizioni per aiutare le piccole e medie imprese che rappresentano un volano importante per l'economia. Antonio Chiappini, coordinatore costruzioni Cna Toscana, è sicuro che quella degli appalti è una delle riforme più importante. Diversi sono i punti presi in esame ma l'attenzione si focalizza in modo particolare su alcuni articoli del decreto. Come l'articolo 36 dei "Contratti sotto soglia". Poi sul tavolo finisce l'articolo 51, quello inerente la suddivisione in lotti. Che favorisce lo 'spacchettamento', quindi la partecipazione a imprese piccole e medie e a quelle che si vogliono aggregare in Ati, Consorzi e reti di imprese. Secondo Cna il problema nel nuovo codice è la definizione “lotto funzionale” che rende praticamente non applicabile il principio della suddivisione in lotti in quanto la cosa è discrezionale. L'altra richiesta riguarda l'articolo 84, che riguarda il discorso delle qualificazioni delle imprese su appalti da 150mila euro in su con obbligo della qualificazione Soa (che comporta una spesa di 4mila euro). La Cna propone l'obbligo di qualificazione delle imprese a 1 milione di euro in su, per incentivare la partecipazione alla gara delle imprese medio-piccole. E poi l'articolo 95 sul massimo ribasso. Cna fa la proposta di andare nella direzione dell'offerta economicamente più vantaggiosa in cui i criteri non sono solo il ribasso ma anche altri come la sicurezza, la qualità dell'opera, i servizi. Il vice ministro ha sottolineato l'importanza del decreto e di dare l'opportunità di lavoro alle piccole e medie imprese. «Qui - ha detto Nencini - siamo in una città che della piccola e media impresa è stata la capitale, e lo è ancora. Il nuovo codice va a premiare chi utilizza le imprese medie-piccole e a parità di merito si predilige chi utilizza prodotti italiani».
Azelio Biagioni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
