Il Tirreno

Prato

Francesco lotta ancora per la vita

Francesco lotta ancora per la vita

Stabili ma gravi le condizioni del giovane ferito a colpi di pistola nel circolo. I carabinieri indagano sul movente

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Sono stabili, ma sempre gravissime le condizioni del ventiquattrenne Francesco Collini, ferito a colpi di pistola nella tarda serata di venerdì in un circolo di San Piero a Ponti da un suo ex amico e coetaneo, Leonardo Viggiano, poi fermato dai carabinieri. È quanto si apprende da fonti sanitarie. Il giovane, raggiunto alla testa e alla schiena da quattro proiettili, è ricoverato all'ospedale di Careggi dove è stato sottoposto anche a due interventi chirurgici.

Proseguono intanto gli accertamenti dei carabinieri per capire perché Viggiano abbia sparato. Per i militari, è stato spiegato, all'origine del gesto potrebbe esserci un rancore covato a lungo dopo una lite risalente a tre anni fa. Ma gli inquirenti indagano anche su presunti problemi psichici dello sparatore. Viggiano non ha fornito alcuna spiegazione, rimanendo in silenzio davanti a carabinieri e al pm.

Secondo alcuni testimoni dell'aggressione sentiti dai carabinieri, prima di esplodere sei colpi con una pistola scacciacani modificata, Viggiano avrebbe detto: «Tu sai perché». Oggi è fissata l'udienza di convalida dell’arresto, nel corso della quale quasi certamente Viggiano si avvarrà di nuovo della facolta di non rispondere.

Intanto i compagni di squadra del Mezzana, la squadra di calcio di Prima categoria dove il giovane milita, sono ancora sconvolti per quello che è accaduto a Francesco Collini. Nessuno si aspettava una cosa del genere. Qui Francesco è conosciuto bene e stimato da tutto l'ambiente. La sua militanza con i colori gialloblù del Mezzana ormai data quasi dieci anni, visto che ha iniziato dai campionati regionali juniores, a cavallo tra 2009 e 2010. Qui lo hanno visto crescere, diventare uomo ed ora sono increduli per quanto gli è capitato.

«Tutta la squadra con l'allenatore, il presidente e il direttore generale è andata a trovare Francesco all'ospedale - dice il portiere Giulio Nerozzi - anche per stare vicini alla famiglia in questo momento difficile. Francesco è un ragazzo molto espansivo, mi racconta che gli piace il suo lavoro e che si trova bene con i colleghi.Quel che gli è successo è davvero inspiegabile».

Il direttore sportivo del Mezzana, Samuele Ciolini, aveva chiesto alla Federazione di poter rinviare la partita in programma ieri tra Agliana e Pistoiese ma si sentito rispondere di no, probabilmente perché secondo le regole del calcio si rinvia un evento solo se ci è scappato il morto, e per fortuna nel caso di Francesco non è così.

Una decisione che ha lasciato comunque un po’ di amaro in bocca alla società e ai compagni di Francesco.

Ieri il Mezzana è sceso regolarmente in campo ad Agliana nel campionato di Prima categoria e ha strappato un pareggio per 0-0.

«I ragazzi hanno giocato per Francesco - spiega il presidente Rosario D’Orsi - Abbiamo giocato in un’atmosfera particolare. Chiaramente quello che è successo era nella mente di tutti i giocatori».

Bisognerà ora capire che cosa possa aver scatenato la furia di Leonardo Viggiano. Se è vero che i due ex amici avevano litigato tre anni fa e si erano anche picchiati in discoteca, sembra passato troppo tempo perché la rabbia fosse ancora così forte da armare la mano di un ragazzo di 24 anni. Dunque, o ci sono davvero problemi psichici all’origine dell’agguato, oppure può essere successo qualcos’altro di cui ancora non si è a conoscenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web