Il Tirreno

Prato

Ferito a colpi di pistola nel circolino. I compagni del Mezzana calcio sotto choc

Vittorio Vannucci e Vezio Trifoni
La scena della sparatoria nel circolo "Il Racchio" di San Piero a Ponti, in alto a sinistra Francesco Collini
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La scena della sparatoria nel circolo "Il Racchio" di San Piero a Ponti, in alto a sinistra Francesco Collini

Prato, ancora gravi le condizioni di Francesco Collini che i compagni di squadra chiamavano "Collo", il giovane colpito da quattro proiettili sparati da un ex amico in un bar di San Piero a Ponti. La società chiede invano di rinviare l'incontro con l'Aglianese, finito 0-0

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PRATO. Sono stabili, ma sempre gravissime le condizioni del ventiquattrenne fiorentino Francesco Collini, ferito a colpi di pistola nella tarda serata di venerdì 11 marzo in un circolo di San Piero a Ponti da un suo ex amico e coetaneo, Leonardo Viggiano, poi fermato dai carabinieri. E' quanto si apprende da fonti sanitarie. Il giovane, raggiunto alla testa e alla schiena da quattro proiettili, è ricoverato all'ospedale di Careggi dove è stato sottoposto anche a due interventi chirurgici.  

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Proseguono intanto gli accertamenti dei carabinieri per capire perché Viggiano abbia sparato. Per i militari, è  stato spiegato, all'origine del gesto potrebbe esserci un rancore covato a lungo dopo una lite risalente a tre anni fa. Ma gli inquirenti indagano anche su presunti problemi psichici dello sparatore. Viggiano non ha fornito alcuna spiegazione, rimanendo in silenzio davanti a carabinieri e al pm.

Alcuni giornali riportano oggi, 13 marzo, che secondo alcuni testimoni dell'aggressione, prima di esplodere sei colpi con una pistola scacciacani modificata, avrebbe detto: "Tu sai perchè". Domani, lunedì 14 marzo, è fissata l'udienza di convalida.

Intanto il mondo dello sport pratese e gli amici si striongono attorno alla famiglia. "Conosco bene il padre di Francesco Collini, è un nostro caro collega, gli siamo vicini". Adopera parole partecipi e di prossimità umana Giampiero Goti, dipendente dell'azienda autotrasporti pratese Cap e collega del babbo di Francesco.

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"Suo padre è un autista come me, abbiamo anche fatto dei viaggi insieme e siamo molto amici - continua Giampiero, delegato sindacale Cgil - non ho parole, alla Cap ci sentiamo una grande famiglia, l'unica cosa che possiamo fare adesso è stringerci alla famiglia Collini con affetto ed esprimere tutta la nostra vicinanza". Francesco lo ha incontrato pure Goti, proprio alla Cap, dove il ragazzo ha svolto uno stage di 6 mesi prima di essere preso a lavorare all'azienda Lotar restauro persiane di Campi Bisenzio.

"Francesco ha effettuato uno stage qui da noi alla Cap - ricorda Giampiero - Era impiegato in officina. Si è sempre fatto ben volere da tutti, preciso, sorridente, mai una parola fuori posto. Il padre mi disse che aveva trovato occupazione in una ditta di restauro infissi a Campi e che si trovava bene". L'altra grande passione di Francesco Collini è il calcio: il giovane, con la maglia del Mezzana di Prato, squadra di prima categoria, ha giocato fino a domenica scorsa, prendendo parte alla partita Mezzana-Fucecchio ed era pronto a scendere nuovamente in campo nella gara odierna del campionato, Aglianese-Mezzana.

"Siamo tutti molto provati per l'accaduto - dice il ds del Mezzana Samuele Ciolini - Abbiamo chiesto alla federazione di rinviare la partita Aglianese-Mezzana, ma non c'è stato verso, ci hanno negato il rinvio. Il dolore per quanto accaduto a Francesco è grande". Francesco Collini è di casa a Mezzana, dove ha tanti amici che sono tutti sconvolti, così come l'allenatore Lorenzo Cagnazzo, come gli altri dirigenti del sodalizio. Oggi, 13 marzo, i compagni di Francesco sono scesi in campo ad Agliana e hanno pareggiato 0-0. "Hanno giocato anche per lui" racconta il presidente Rosario D'Orsi.

Nessuno si aspettava una cosa del genere. Qui Francesco è conosciuto bene e stimato da tutto l'ambiente. La sua militanza con i colori gialloblù del Mezzana ormai data quasi dieci anni, visto che ha iniziato dai campionati regionali juniores, a cavallo tra 2009 e 2010. Qui lo hanno visto crescere, diventare uomo ed ora sono increduli per quanto gli è capitato.

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"Per noi è stato un fulmine a ciel sereno - spiega il portiere del Mezzana, Giulio Nerozzi - "Collo" è il soprannome che nello spogliatoio diamo a Francesco, si cambia accanto a me ed è un ragazzo che ama giocare a calcio. Gioca difensore centrale e per questo c'è tra noi un ottimo rapporto e tra l'altro è per noi una figura carismatica".

"Tutta la squadra con l'allenatore, il presidente e il direttore generale è andata a trovare Francesco all'ospedale anche per stare vicini alla famiglia - prosegue Nerozzi - in questo momento difficile. Francesco è un ragazzo molto espansivo, mi racconta che gli piace il suo lavoro e che si trova bene con i colleghi. Quel che gli è successo è davvero insipiegabile".

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