Sicurezza
Da Prato all’India contro il pregiudizio
Una mostra di fotografie e un libro per raccontare i “cittadini del mondo”
PRATO. Da Prato all'India per vincere il pregiudizio e lo stigma nei confronti del disagio mentale. "Un viaggio sempre pieno di emozioni ed esperienze che ti arricchiscono, ci andiamo ogni anno ma è sempre come la prima volta". Così Lamberto Scali psicologo e psicoterapeuta dell'ex asl 4 di Prato, ha presentato i risultati del progetto, di cui è responsabile, "Cittadini del mondo - passaggio in India" avviato quasi dieci anni fa quando un gruppo di utenti del Dipartimento Salute mentale pratese, soci della Polisportiva Aurora, con le Suore domenicane della Madonna di Santa Maria del Rosario di Villa Martelli, realizzarono la prima esperienza di Passaggio in India per valorizzare il protagonismo degli utenti che, così, diventavano "Da Assistiti a Assistenti". Già dal 2008 diventa "Cittadini del Mondo - Passaggio in India 2" con l'obiettivo di fare un'esperienza di solidarietà internazionale rivolta ai giovani tra i 16 e 19 anni con la Asl nel ruolo di soggetto proponente. Lunedì scorso la presentazione in salone consiliare dei risultati del viaggio compiuto a novembre 2015 raccontato attraverso una mostra di fotografie (in saletta Valentini), scattate da Ivan D'Alì autore anche del video sul progetto, e un libro "Cittadini del mondo - Passaggio in India 2015/2016 - La promozione della salute mentale attraverso la valorizzazione della diversità" edito da Sef (società editrice fiorentina) .
Alla presentazione i saluti della presidente del Consiglio comunale di Prato Ilaria Santi, dell'assessore alla salute e alle politiche sociali Luigi Biancalani e del consigliere regionale Nicola Ciolini. Con suor Paola Collotto Madre generale delle Suore Domenicane di Santa Maria del Rosario e Claudio Martini presidente della Polisportiva Aurora, è poi intervenuta l'esponente del Centro di Salute Globale della Regione Toscana Maria José Caldes. . A proposito del volume Scali ha precisato: «Abbiamo chiesto un contributo a tutti coloro i quali hanno partecipato negli anni a questo viaggio, volontari, studenti, operatori, utenti della psichiatria, per offrire un racconto a più voci e da più punti di vista dell'intero percorso».
Camilla Bernacchioni
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