Il dolore
Cellulari accesi in classe per filmare il professore
Le intemperanze di alcuni studenti costringono spesso i presidi a dover intervenire richiamandosi a quanto previsto nel 2007 dal Miur
PRATO. L'ultima bravata è stata quella di filmare una professoressa mentre spiegava la lezione per poi far girare il video su Whatsapp tra i compagni. E' accaduto in terza media ma sui banchi della prima classe della scuola secondaria la musica non è tanto diversa: i ragazzi si scattavano dei "selfie" in aula con gli insegnanti alle spalle, ignari dello scatto che li immortalava. Ad accorgersi della diffusione virale di video e foto sono stati alcuni genitori che hanno preso in mano i telefonini dei loro ragazzi per chiedere poi provvedimenti alla presidenza. Storia che va avanti da un bel po' di mesi in un istituto comprensivo di Prato e raccontata al Tirreno dai genitori. Che sia una fatica per gli insegnanti tenere tutti i giorni a bada la tentazione per i ragazzi di tirare fuori da zaino o astuccio il proprio Smartphone è risaputo. Alcune volte ci riescono, altre invece devono fare il pugno duro ritirando i cellulari durante la mattinata di scuola. Il 4 marzo scorso sulla bacheca on line dell'istituto comprensivo "Pier Cironi" è comparsa una circolare a firma del dirigente scolastico che demanda ai consigli di istituto, proprio «a causa di improprio uso dei cellulari da parte degli alunni durante le attività scolastiche» la facoltà di decidere se il docente della prima ora possa raccogliere i cellulari: i colleghi delle ore successive dovranno provvedere alla custodia e alla riconsegna degli apparecchi prima dell'uscita. Tutti i regolamenti degli istituti pratesi di ogni ordine e grado, recependo una circolare del Miur del 2007, vietano l'utilizzo del cellulare in classe, a patto che non siano proprio gli insegnanti a chiedere di usarlo, magari per fini didattici. Meglio tenerlo dunque spento in tasca o nello zaino. Già undici anni fa una circolare dell'ex ministro Fioroni indicava nell'uso del cellulare «un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente» con conseguenti sanzioni disciplinari inflitte agli alunni sorpresi a maneggiare lo strumento a lezione. Undici anni dopo la tecnologia ha fatto passi da gigante e ormai mandare i figli col cellulare in tasca a scuola è diventata una consuetudine dei genitori. A sensibilizzare gli studenti all'uso consapevole e intelligente della rete è anche uno spot televisivo lanciato a febbraio scorso sulle reti televisive Rai dal ministero dell'Istruzione. «Alzare la voce non basta, è importante mettere in campo strumenti preventivi ed educativi nei confronti dei ragazzi e delle famiglie per promuovere un uso consapevole delle nuove tecnologie», spiega Giuseppina Cappellini, dirigente dell'istituto comprensivo "Mazzoni" dove non mancano, di tanto in tanto, i richiami verbali per gli alunni che sgarrano con lo Smartphone acceso.
Il Garante della privacy, inoltre, parla chiaro: no a foto o video se la persona ripresa non è d'accordo. «Se ci accorgiamo che uno studente usa il cellulare in classe facciamo in modo che sia lui a spengerlo e a riporlo sulla cattedra», sottolinea Paola Pancini, direttrice dei servizi amministrativi del comprensivo "Mascagni". La musica è sempre la stessa anche alle superiori, se non addirittura peggio perché si ha a che fare con alunni più grandicelli d'età. «In certi casi - spiega Erminio Serniotti, preside dell'istituto "Buzzi" - gli apparecchi vengono ritirati e si fa la voce grossa anche in presidenza ma mai sono avvenute sospensioni. Con i ragazzi si cerca di parlare sempre».
Maria Lardara
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