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A giudizio 20 imputati su 33, c’è anche Varvarito
PRATO. Venti indagati su 33 a giudizio; sei su otto società imputate alla sbarra. Così il gup di Firenze Alessandro Moneti nel rinvio a giudizio per l'inchiesta sui lavori Tav a Firenze. Il processo...
PRATO. Venti indagati su 33 a giudizio; sei su otto società imputate alla sbarra. Così il gup di Firenze Alessandro Moneti nel rinvio a giudizio per l'inchiesta sui lavori Tav a Firenze. Il processo inizierà il 2 dicembre 2016. Il gup ha emesso anche una sentenza di non luogo a procedere con diversi proscioglimenti.
A giudizio vanno l'ex presidente dell'Umbria - come presidente di Italferr all'epoca -, Maria Rita Lorenzetti, il manager Nodavia Furio Saraceno, il rup di Italferr Valerio Lombardi, il membro della commissione Via al ministero dell'Ambiente Walter Bellomo, i dirigenti di Coopsette Maurizio Brioni e Marco Bonistalli.
Non luogo a procedere per i dirigenti Alfio Lombardi (Coopsette), Renato Casale, Renato Bianco (Rfi Firenze), Paolo Bolondi (Coopsette), Mareno Bencini (Ecogest), Oliviero Bencini, Franco Varvarito (Varvarito Lavori). Invece, per i fanghi scavati dal 2011 in poi vanno a processo lo stesso Bolondi, Saraceno, Varvarito, Giorgetti, Stefano Bacci (Hidra Prato), Matteo Forlani (Coopsette), Matteo Bettoja (Htr): questi stessi devono rispondere del reato di truffa ai danni di Rfi «per il pagamento dello smaltimento di fanghi falsamente dichiarato conforme alla legge».
A giudizio il procuratore speciale della società Seli Aristodemo Busillo, e il responsabile dei lavori Dario Vizzino, per non aver eseguito a regola d'arte le lavorazioni dei conci prefabbricati destinati a rivestire la galleria, mirando a ottenerne comunque il pagamento pur non essendo conformi ai requisiti richiesti (come dimostr un primo test) tipo un certo livello di resistenza alla combustione, e realizzando invece "un raddoppio dei ricavi" per Seli e "la riduzione dei costi di produzione".
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