Sicurezza
Gori: «Ricorso al Tar contro Ratp e lo vinceremo»
Prato, la strategia del presidente Cap dopo l’affidamento della gara dei trasporti ai francesi: «Con la mia presidenza in Confcooperative favoriremo le aggregazioni di aziende per tutelare il territorio e contrastare la colonizzazione»
PRATO. «Contro l’affidamento della gara dei trasporti a Ratp, Cap in prima fila e tutto il consorzio Mobit, faranno ricorso davanti al Tar. Di certo non mi pongo il problema di cosa potrà accadere dopo perché sono convinto che lo vinceremo». Giuseppe Gori, presidente Cap, ha ben presente il percorso da fare per ostacolare l’avanzata del colosso francese che si è aggiudicato ormai quasi definitivamente (manca l’adozione) la super gare della Regione da 4 miliardi di euro in undici anni per la gestione di tutto il trasporto toscano.
Un’aggiudicazione che taglia le gambe all’intero comparto delle aziende dei trasporti toscane, da Grosseto, a Firenze, passando per Prato, Pisa, Pistoia, visto che nell’aggregazione Mobit entravano tutte: Bus Italia (Ferrovia Italiane), Cap (Prato), Ctt (ex aziende pubbliche di Lucca, Pisa, Livorno), Copit (Pistoia), Tm (Arezzo, Siena, Piombino).
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Sul fronte della gara la guerra degli attuali - domani non si sa - perdenti sarà combattuta a suon di ricorsi davanti alla giustizia amministrativa, ma c’è anche un’altra via, più politica, e che è rappresentata dall’attività di Confcooperative Toscana Nord, alla cui presidenza è andato a Gori. «Si tratta - spiega il presidente Cap - di un organismo che avrà il compito di favorire l’aggregazione delle cooperative toscane, in particolare nel settore dei servizi, per evitare un domani ciò che è accaduto con la gara dei trasporti. Ovvero consegnare la Toscana in mani straniere, favorendo in questo modo una vera colonizzazione della nostra regione».
Confcooperative Toscana Nord è un a nuova associazione nata dalla fusione delle Confcooperative di Firenze, Prato, Pistoia, Massa Carrara e Arezzo, che conta 564 cooperative in moltissimi settori (sanità, sociale, agricoltura, pesca, lavoro, commercio), con 12.000 addetti e un fatturato di 723 milioni di euro. La stessa aggregazione è stata fatta per le cooperative che operano nella Toscana sud, e tutte hanno come referente una “testa” regionale che ha sede a Firenze.
«La nostra logica - prosegue Gori -sarà quella di sviluppare reti di attività locali per rafforzare l’economia dei territori, puntano fortemente sulle aggregazioni delle cooperative». E se e quanto altri servizi dovessero andare a gara «penso per esempio, a tutto il comparto cimiteriale, la sanità, i servizi per le scuole - continua Gori - dovremo attrezzarci per fare in modo di mantenere ben saldo il lavoro nella mani delle aziende toscane. E’ assurdo piangere perché aumenta la disoccupazione se si minano i presupposti per crearla».
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Riferimento non casuale alla situazione che Cap e tutte le altre imprese del consorzio Mopit dovranno affrontare se la partita dei trasporti si chiuderà con la vittoria francese. «Il marchio Cap - puntualizza Gori - di certo non sparirà perché abbiamo altre attività. Ma è chiaro che non sarà più la stessa cosa». Pochi numeri, per chiarire la situazione: i quasi 500 dipendenti Cap impiegati nel trasporto passeranno tutti sotto l’ombrello Ratp. Resteranno in Cap i 15 dipendenti che lavorano all’hotel Raffello a Firenze e i 14 che lavorano in Cap Viaggi. C’è poi il settore edilizio «che non ha dipendenti - precisa Gori - perché lavoriamo su appalti». A Ratp passeranno anche tutti i mezzi e gli immobili: officina di via del Lazzaretto compresa. Sul fronte fatturato: nel 2015 Cap trasporti ha chiuso con 45 milioni di euro, le altre attività sono arrivate a 15. Un terzo netto. «C’è un’altra incongruenza - conclude Gori - Cap avrebbe potuto cedere la sua attività ai francesi, ma calcolando anche l’avviamento. Così è stata semplicemente svenduta».
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