Approvata la risoluzione sulla contraffazione nel tessile
Sì unanime dell'Aula della Camera, con la sola astensione dei deputati di Conservatori e Riformisti, alla risoluzione di maggioranza. Il sindaco di Prato Matteo Biffoni: "La sfida è complessa, ma noi ci stiamo mettendo tutto l'impegno possibile per contrastare ogni forma di illegalità"
PRATO. Sì unanime dell'Aula della Camera, con la sola astensione dei deputati di Conservatori e Riformisti, alla risoluzione di maggioranza che approva la relazione sulla contraffazione nel settore tessile relativa al caso del distretto produttivo di Prato, approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo. La risoluzione passata con 364 voti a favore e sei astenuti.
Questo il commento del sindaco Matteo Biffoni sul suo profilo Facebook. "Oggi alla Camera dei deputati è stata approvata la risoluzione sulla contraffazione nel settore tessile nel distretto produttivo di Prato. In aula è stato riconosciuto anche il lavoro svolto in città dalle istituzioni, dal Comune di Prato, dalla Polizia municipale e dalle forze dell'ordine. Un ringraziamento a Susanna Cenni e Marco Donati per il lavoro che hanno fatto. La sfida è complessa, ma noi ci stiamo mettendo tutto l'impegno possibile per contrastare ogni forma di illegalità".
"Questa relazione è un case study significativo - aveva commentato alla vigilia dell'approvazione la deputata Susanna Cenni, capogruppo Pd in commissione d’indagine sulla contraffazione e relatrice dell’indagine sulla contraffazione nel settore tessile -per il sistema della contraffazione: si tratta del distretto tessile di Prato, peculiare per l’eccellenza del prodotto tessuto, snodo geografico e organizzativo per il comparto moda Toscano, nazionale ed Europeo. Leader in Italia e in Europa, con marchi importanti, con 20000 addetti, 2,9 mld di fatturato nel 2013 e 1,5 mld di export”.
Cenni aveva aggiunto: "La centralità di Prato ci ha convinto a una indagine sulla contraffazione ed è emerso il legame profondo tra produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti, la violazione delle norme sull’etichettatura, il lavoro nero, la criminalità organizzata. Abbiamo svolto missioni e audizioni, sollecitato istituzioni, forze dell’ordine, l’agenzia delle dogane, organizzazioni di impresa e sindacali, magistrati, la Regione. Forte è il legame tra il fenomeno di illegalità e la presenza della comunità cinese, che vive e lavora spesso in condizioni di sfruttamento e assenza di sicurezza. Connessi all’indagine, anche aspetti legati alla contraffazione di marchi che riguardano l’ area del tessile e accessori moda di Firenze, Valdarno, Empoli, Pistoia. Voglio poi ricordare l’indagine svolta a Roma, con il sequestro di oltre 3 milioni di capi di abbigliamento provenienti da Prato. E la vicenda dei cinesi morti nel rogo del capannone dormitorio, che ha visto una determinante discesa in campo per volontà del presidente Rossi della Regione Toscana con il Patto per il lavoro sicuro nelle province di Prato, Firenze, Pistoia, con 70 giovani ispettori della sicurezza nei luoghi di lavoro, stipulando un protocollo di intesa on le procure di Prato, Firenze, Pistoia. "Da questa indagine – conclude Cenni - sono emerse proposte che sottoponiamo a Parlamento e Governo, più controlli incisivi sugli operatori e su chi versa nei Money Transfert; la certificazione etica delle filiere produttive; la tracciabilità dei prodotti; l'etichettatura dei prodotti tessili; la strumentazione tecnologica anticontraffazione; il coordinamento internazionale del sistema delle Dogane; controlli pubblici sulle attività di impresa; sostegno alle filiere del Made in Italy".
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