Sicurezza
Porta al Serraglio blindata Lo spaccio cambia sede
Da quando la zona di via Magnolfi è sotto pressione, i venditori di droghe si sono spostati alla Centrale: prima nell’atrio, poi nei giardini di via Giannone
PRATO. Stessa scena, ma con una location diversa. Lo spaccio si sposta dalla stazione di Porta al Serraglio alla Centrale con un comfort in più: i bagni aperti in cui potersi bucare.
Dopo che la stazione del Serraglio è stata praticamente blindata dalle forze dell' ordine in seguito alle polemiche nate sul servizio mandato in onda dalle “Iene” lo scorso 31 gennaio, spacciatori e tossicodipendenti hanno cambiato fermata per continuare indisturbati a portare avanti i loro traffici.
L'orario di massima attività è la fascia pomeridiana dalle 14 alle 20. I commerci, per qualche settimana, sono avvenuti nell'atrio centrale, poi si sono spostati nei giardini della piazza e in quelli dietro all’altezza di via Giannone.
«Dobbiamo ringraziare il servizio delle Iene - spiega Tiziana Paoletti titolare della parafarmacia - In un colpo solo hanno fatto sapere a tutta Italia che a Prato la droga e di buona qualità e a ottimo prezzo. Inoltre, scatenando una forte azione di controllo da parte della polizia all interno del Serraglio, tutti si sono spostati in Centrale. Non si vive più. Io sono sola, il corridoio su cui si affaccia l'ingresso non è sorvegliato dalle telecamere, e spesso non faccio entrare tipi sospetti, anche perché non vendo siringhe e acqua».
Quando le forze dell'ordine transitano dalla Centrale, immediatamente il clima cambia: inizia il fuggi fuggi generale, tutti obliterano il biglietto, anche i mendicanti e i piccoli ladri scappano. I frequentatori della stazione centrale si possono dividere in tre categorie: i tossici storici, che ormai sono tollerati visto che sono conosciuti a tutti, i nuovi pendolari, soprattutto coppie giovani e giovanissime, e gli spacciatori che utilizzano la tecnica delle palline sputate.
Intorno alle 14 arrivano i primi clienti, ad aspettarli i venditori: pochi secondi e lo scambio è fatto. L'acquirente si dirige verso i bagni del primo piano, binario 1, si inietta la droga e poi butta la siringa, rigorosamente senza protezione per l’ago, o dalla finestra, alcune mattine gli spazzini ne trovano in corrispondenza del parcheggio e del balcone sottostante anche dieci, oppure direttamente nei binari. Un via vai continuo che sconfina anche nei giardini della stazione. Particolarmente “accoglienti” quelli in via Giannone, dove l'illuminazione è scarsa e anche il passaggio di persone più raro. Il traffico sta inasprendo gli animi anche degli abitanti che, non di rado, si trovano gente a bucarsi davanti all’uscio di casa.
A poche centinaia di metri lungo la ferrovia, il Serraglio ha completamente cambiato aspetto. È una stazione blindata: polizia con cani, polizia municipale che controlla chi entra e chi esce, arrivando anche a chiedere di esibire il biglietto o l'abbonamento. Nessun telefono di spacciatore che suona per avvisare che il cliente sta arrivando, nessuno che si agita lungo la banchina.
«Siamo consapevoli che il problema si è spostato alla centrale, dove comunque sono attive numerose telecamere - spiega il sindaco Matteo Biffoni - ma non retrocediamo di un millimetro. Non molliamo la presa, come ci siamo mossi al Serraglio faremo altrettanto in Centrale. Ci troviamo davanti a un’organizzazione complessa che non si può pensare di smantellare in quindi giorni. Ora però rinnovo l'appello a tutti i pratesi di riappropriarsi delle vie centrali di Prato: ognuno faccia la sua parte».
Alessandra Agrati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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