Il Tirreno

Prato

«Ormai non spero più di ritrovarlo vivo»

di Ilenia Reali
«Ormai non spero più di ritrovarlo vivo»

Il lago di Bilancino ha inghiottito Romano Giusti, 79 anni. Trovate a riva, portate dalla corrente, la canoa e la pagaia

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PRATO. Sono poche le speranze di ritrovare vivo Romano Giusti, 79 anni, il canoista disperso nel lago di Bilancino dal pomeriggio di sabato. Dell'uomo, grande sportivo, esperto nuotatore e da sempre appassionato del tennis (è da anni socio dal Tennis Club Prato) non si hanno notizie dalle 14, 30 di sabato quando a bordo della sua canoa è stato visto da alcuni pescatori. Giusti sarebbe stato sereno ma il tempo stava diventando grigio e forse era arrivato il momento di fare rientro nella zona dove si trova il locale Bahia, in quella fetta di terra da dove era partito e dove aveva lasciato l'automobile parcheggiata.

Automobile che è stata trovata con gli abiti all'interno e il cellulare, chiusa a chiave. Tutto come d'abitudine. Giusti, che era il titolare dell'autoscuola "Quattro ruote", ogni sabato da anni, qualunque fossero le condizioni meteo aveva l'abitudine di andare al Bilancino ad allenarsi. Sportivo di razza non si è mai fermato tenendo il fisico, asciutto, sempre in piena attività. E nonostante l'età, comunque avanzata, tutti coloro che l'avevano visto o incontrato non avevano dubbi sulla sua padronanza della canoa.

Neppure la moglie Vittoria, che ieri pomeriggio, dopo gran parte della mattina e della notte di sabato, tornando a casa ha lasciato pochi spazi alle speranze. "So che mio marito anche con una gamba sola sarebbe rientrato", ha commentato dopo aver assistitito ad ore e ore di ricerche.

«Dall'elicottero dei vigili del fuoco - ha riferito - hanno fatto delle fotografie, le vaglieranno una per una e grazie a particolari tecnologie sono in grado di vedere se ci sono ombre sul fondo del lago e quindi indirizzare i sommozzatori che già hanno cercato in un punto trovando un grande bidone».

Le poche speranze sono dovute anche al fatto che la canoa e la pagaia sono state ritrovate. Erano in un punto della riva del lago compatibile con la corrente. «La canoa era piena d'acqua ma galleggiante. E' arrivata lì portata dalla corrente», hanno spiegato i vigili del fuoco quando l'hanno recuperata alla moglie e ai due figli di Romano Giusti.

Dal tardo pomeriggio di sabato, quando la famiglia ha dato l'allarme e da subito è stato certo che Giusti era sicuramente uscito con la canoa, le ricerche non si sono mai fermate. Con i gommoni, con l'elicottero del gruppo di vigili del fuoco di Arezzo, con la squadra di sommozzatori di Livorno e con la collaborazione dei carabinieri. Ricerche che sono però complesse anche per il maltempo che dalla tarda mattina di ieri, dopo una pausa notturna e delle prima mattina, ha lasciato poca visibilità.

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