Italia
La rivincita delle imprenditrici: crescono più dei colleghi maschi
Uno studio della Camera di commercio mette in luce la vivacità delle attività gestite da donne
PRATO. Un fenomeno in continua crescita, che anche nel 2015 ha segnato un aumento del 2,3%: sono le imprese femminili, un universo di 7.164 aziende (dati al 31 dicembre 2015), molto eterogeneo, ma caratterizzato da una grande vitalità. Una forza imprenditoriale che continua a crescere e che, soprattutto negli ultimi anni, ha dato un grosso contributo all’economia del territorio. Per essere concreti, nel 2015 il tasso di crescita delle imprese del territorio (che tiene conto anche di quelle cessate) è cresciuto globalmente dello 0,2%, ma quelle femminili sono cresciute dell'1,7%.
“L’energia e l’intraprendenza delle imprese femminili ha fatto la differenza in questi ultimi anni, stiamo assistendo a un fenomeno inedito – commenta Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio di Prato – Le donne inizialmente si concentravano su alcuni settori, ma adesso stanno ampliando il loro raggio d’azione. Hanno un loro modo di approcciare all’attività d’impresa, un contributo importante per l’economia del territorio”.
E’ quanto emerge dai dati elaborati da Dario Caserta, responsabile dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Prato; una vitalità che viene confermata anche dal dato che vede Prato al vertice della classifica nazionale sulla crescita dell’imprenditoria femminile.
“In questi anni ci siamo impegnati molto per sensibilizzare e aiutare le donne a diventare imprenditrici – commenta Veronica Scopelliti, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile – Abbiamo messo in campo diverse iniziative perché far conoscere le opportunità che ci sono è spesso il modo migliore di stimolare la nascita di nuove aziende”.
Oggi a Prato le imprese femminili sono il 33,6% del totale. In questi numeri è evidente che le imprese straniere rappresentano una componente importante: sono infatti il 41,3% del totale le imprese femminili gestite da cittadine straniere. Un dato confermato anche dall’analisi dei settori dove le donne sono maggiormente presenti. Sono infatti 1.703 le imprenditrici delle confezioni, il 42,7% del totale. Rappresentano invece la parte maggioritaria le donne impegnate nei servizi: parrucchiere ed estetiste (il 64% del totale), negozi di abbigliamento e accessori (60,6%), servizi di pulizie (52%). Ma il raggio di azione delle donne si sta ampliando a più settori: il tasso di crescita maggiore si registra nell’agricoltura (+5,7%), ma sono in grande crescita anche nelle attività informatiche (4,2%).
Donne ma anche giovani: è questo il binomio vincente, che registra un altro sorpasso. A fine 2015, infatti, tra le imprese femminili quelle gestite da giovani donne (sotto i 35 anni) erano oltre il 16%, mentre tra gli uomini questa quota supera di poco l’11%.
Ma in genere l’imprenditoria femminile è caratterizzata da una presenza giovane: il 6,3% delle imprenditrici ha meno di 29 anni, la maggioranza (il 48,9%) ha tra i 30 e i 49 anni.
“Da inizio anno abbiamo avuto 50 accessi al nostro sportello Nuove Imprese – commenta Simone Cesari, responsabile dell’iniziativa, che fornisce consulenza gratuita su bandi e procedure per chi è interessato ad aprire un’impresa – Di questi, 30 sono state donne, che si sono rivolte a noi per avere informazioni sulle attività che intendevano aprire. Le idee di queste imprenditrici, così attente a reperire le informazioni corrette prima di avviare un’impresa, sono davvero eterogenee e molto interessanti”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
