Il dolore
Avances di un profugo all'operatrice, indagine in corso
L'uomo avrebbe tentato di baciarla. Respinta l'ordinanza di custodia cautelare, il nigeriano è ora irreperibile
PRATO. E’ indagato per aver fatto delle pesanti avances a un’operatrice del Centro Santa Rita. Si tratta di un cittadino nigeriano ospitato come profugo nell’ex scuola di Santa Caterina. I fatti risalgono ad agosto scorso ma l’episodio è stato reso noto solo domenica 6 marzo per un articolo della Nazione. L'uomo avrebbe cercando di baciare la donna. La procura di Prato l’ ha indagato per violenza sessuale.
Nell'articolo si spiega che il sostituto procuratore Egidio Celano aveva chiesto un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il profugo ma che la richiesta però respinta dal giudice per le indagini preliminari e che adesso il profugo sarebbe irreperibile.
"Non c’è stato alcun stupro si tratta certamente di un brutto e grave episodio ma le cose sono andate diversamente”. Il presidente della Fondazione Opera Santa Rita Roberto Macrì intende precisare quanto riportato questa mattina, domenica 6 marzo, dal quotidiano La Nazione.
"L'episodio risale al mese di agosto, nella ex scuola Santa Caterina dove sono accolti una settantina di profughi, quando una giovane operatrice del Santa Rita ha subìto delle pesanti avances da parte di un uomo di nazionalità nigeriana, che ha tentato di baciarla e lei lo ha respinto. “Si è trattato di un fatto molto grave – ribadisce Macrì – e noi, non appena siamo stati avvertiti di quanto avvenuto abbiamo segnalato la cosa alla Prefettura, che dopo aver appurato l'accaduto, ha proceduto alla revoca delle misure di accoglienza dell'uomo”.
Nicoletta Ulivi, la responsabile dell'accoglienza profughi del Santa Rita, mettendosi a disposizione delle autorità competenti, ha relazionato l'episodio a Questura e Prefettura raccogliendo la testimonianza della operatrice e di altri ospiti della struttura.
“Ci spiace rilevare come questo episodio sia stato artatamente gonfiato – afferma il presidente Macrì – finendo per mettere in cattiva luce un lavoro che da alcuni mesi portiamo avanti con grande attenzione, anche con ottimi risultati devo dire. Travisando quanto è accaduto – conclude – si dà una lettura dei fatti diversa da quella che è la realtà, con il rischio di creare intorno a noi un clima ostile che certamente non favorisce il nostro servizio, che, vorrei ricordare, è fatto nell’interesse di tutti e su precisa richiesta delle istituzioni”.
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