Italia
Processo ai dirigenti Estra sentito dirigente Antitrust
Acquisita la relazione dell’Authority e il ricorso al Tar del Lazio «La mancata consegna dei documenti avrebbe reso il bando meno partecipato»
PRATO. Aver rallentato la consegna delle informazioni richieste dal Comune di Prato, in particolare sulle condizioni delle reti del gas, avrebbe avrebbe reso più difficile la partecipazione alla gara di quelle società che non ne avevano la gestione. A sostenerlo in aula Alessandro Noce, dirigente dell’Antitrust primo testimone sentito nel processo della guerra del gas che vede imputati Paolo Abati, direttore generale di Estra, Luciano Baggiani, amministratore unico del gruppo Consiag, Paolo Quercioli, legale rappresentante di Estra Reti, e di altri due dirigenti di Estra Consiag, Cesare Calistri e Alessandro Puccetti, accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, turbativa d’asta e abuso di posizione dominante. In aula il pubblico ministero Lorenzo Gestri che, con gli avvocati della difesa, ha ripercorso per sommi capi, grazie alle domande rivolte al dirigente, le motivazioni che portarono l’Authority, su richiesta del Comune di Prato, ad aprire un'istruttoria per poi censurare il comportamento dei dirigenti di Estra e Consiag, accusati di aver cercato di ritardare lo svolgimento della gara per la gestione della rete del gas. «L’Autorità - ha ribadito il dirigente – ha accertato l’abuso della condizione dominante di Estra gas dal momento che le notizie richieste dal Comune sarebbero state fondamentali per avere una pluralità di offerte nella gara. Dagli atti della nostra indagine, acquisimmo anche mail interne alle aziende, emerse inoltre che i Comuni fecero un blocco unico contro il Comune di Prato su sollecitazione di Estra».
Il provvedimento dell’Authority, che è stato impugnato dinanzi al Tar del Lazio da parte della società, entrerà insieme al ricorso tra gli atti del processo.
Il funzionario continuerà la deposizione durante la prossima udienza, il 3 giugno, quando sarà chiamata a deporre anche una collega che si occupò della vicenda. Nel processo a ricostruire cosa accadde sono stati chiamati numerosi testimoni, molti dei quali già sentiti durante l'inchiesta. Ci saranno, tra gli altri, l'ex sindaco Roberto Cenni con l'assessore Filippo Bernocchi, l'attuale sindaco di Prato Matteo Biffoni all'epoca dei fatti consigliere comunale del gruppo di maggioranza (con gli allora colleghi Nicola Oliva e Enrico Giardi), tutti i sindaci dei Comuni soci di Consiag, gli avvocati che seguirono la vicenda e, su richiesta del pubblico ministero, i funzionari dell'Autorità della concorrenza e del mercato Roberto Chieppa e Giovanni Petruzzella, che con una loro relazione misero nero su bianco le presunte manovre per ritardare la gara. Da qui partì l'inchiesta penale che ieri è arrivata in aula.
(ir)
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