Il dolore
Continua a spacciare mentre è ai domiciliari e finisce in carcere
Il nigeriano, arrestato da un paio di settimane, è stato scoperto con l'arresto del cognato. Era lui che continuava a gestire i clienti indicando dove ritirare la droga
PRATO.Era stato arrestato un paio di settimane fa. Con 16 grammi di eroina. Il giudice aveva disposto gli arresti domiciliari nella sua casa di via Carlo Marx. La settimana successiva è stato arrestato (sempre per spaccio) il fratello della compagna. Ed ecco che per gli inquirenti arriva la scoperta. Grazie ai tabulati telefonici emerge che il primo giovane, di origine nigeriana, non aveva interrotto il suo lavoro e a telefono, nonostante fosse agli arresti coordinava l’attività di spaccio. Ricostruendo il giro di telefonate è infatti emerso che, grazie alla collaborazione del parente, spiegava ai clienti dove poter ritirare la droga che veniva regolarmente consegnata. E’ stata quindi contestata l’aggravante e l’uomo (che tra l’altro aveva già precedenti specifici) è stato accompagnato in carcere dove sconterà la sua pena.
Al momento dell’arresto del cognato, individuato proprio nell’appartamento di via Carlo Marx, furono sequestrati (questa volta in un appartamento di via Mazzini) 12 grammi di eroina e soprattutto 31.000 euro in contanti, frutto della attività di spaccio.
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