Il Tirreno

Prato

il caso

Si metteva in scìa di un'auto al casello e non pagava la tratta

Camionista accusato di non aver pagato oltre 2.000 euro. Un "giochino" che alla società Autostrade costa milioni di euro

1 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Si metteva in scìa di un’auto e passava attraverso del telepass di Prato Est e Prato Ovest senza pagare il biglietto alla società Autostrade rappresentata in tribunale dall’avvocato Davide Pucci dello studio Cini. Non una volta ma almeno una ventina le tratte non pagate nel periodo compreso tra febbraio e agosto del 2014 per un debito inevaso di circa 2.000 euro. L’uomo era alla guida di un camion intestato a una società di trasporto. E’ stato l’amministratore della società a dichiarare chi fosse il conducente.  Il pm in una prima fase aveva chiesto l’archiviazione (non c’era il nome del conducente) mentre ieri il giudice Fantechi, a seguito di un supplemento di indagine portata avanti dalla polizia, ha respinto l’archiviazione.

Al di là dell’episodio a colpire è che non si tratterebbe del primo caso. La società Autostrade ha milioni di tratte non riscosse e sempre da camionisti che accumulato il mancato pagamento (o dichiarando di non avere le risorse al casello) oppure sfruttando la scia dell’auto che li precede.

Nella corsia infatti la sbarra rimane alzata se il passaggio del secondo mezzo avviene pochi secondi dopo il primo, regolarmente munito del telepass.

 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa