Sicurezza
Prato non boicotta Première Vision: una parte vola a Parigi
PRATO. Continua a far discutere il tema delle fiere di precollezione tra gli imprenditori tessili pratesi ma ormai le decisioni sono quasi prese e, si sa già, che la richiesta - non velata - di...
PRATO. Continua a far discutere il tema delle fiere di precollezione tra gli imprenditori tessili pratesi ma ormai le decisioni sono quasi prese e, si sa già, che la richiesta - non velata - di boicottare Première Vision a luglio, pronunciata dal palco dell'inaugurazione di Milano Unica, non sarà accolta dai pratesi.
Mentre Ercole Botto Poala, presidente della fiera del Made in, come annunciato lunedì è arrivato a Prato per incontrare i colleghi pratesi (ha pranzato con i consiglieri del consorzio Pratotrade), una parte degli imprenditori ha deciso di partecipare comunque anche alla precollezione organizzata dalla fiera francese nelle stesse date di luglio scelte da Mu.
L'invito a sostenere il made in Italy in Italia si è cozzato con gli interessi delle singole aziende che, è deciso, a Milano incontreranno i clienti italiani e a Parigi i francesi.
Botto Poala, ha mangiato bistecca ma anche qualche "polpetta". Venuto in Toscana per raccomandarsi ai pratesi di fare gruppo facendo ventilare l'ipotesi della possibilità di organizzare la fiera anteprima in contemporanea con Pitti filati (nell'edizione 2017), è tornato a casa con la consapevolezza che la guerra contro Premiere non sarà vinta. Ma semmai pareggiata.
Numerosi imprenditori di Prato saranno solo a Milano Unica (si fa i nomi, tra gli altri, di Emmetex, lanificio Europa, Pontetorto, Warp and Weft) ma tanti altri andranno anche a Parigi (Marini industrie, Faliero Sarti, Bisentino) o addirittura solamente in Francia (Menchi e Picchi tra i nomi che circolano). Dei settanta invitati alla fiera francese più della metà saranno italiani e tanti saranno i pratesi.
«Andare a Première Vision è sbagliato per il nostro made in Italy», ha commentato Banci di Pontetorto mentre Riccardo Marini, con Roberto Rosati, ha difeso la possibilità di partecipare a entrambe le fiere dopo l'incertezza avuta da Milano Unica nell'accettare la richiesta dei pratesi di ripetere l'esperienza di precollezione e la necessità “sacrosanta” delle aziende di decidere in base agli indirizzi del reparto commerciale.
«Quello che chiedono gli organizzatori di Milano Unica - è il parere di Rosati - è giusto ma solo a livello teorico. E' impossibile infatti che tutte le imprese italiane stiano in Italia».
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