Sicurezza
Lettera Bce alla Bpvi: "O trasformazione o rischio messa in risoluzione"
La Banca centrale europea invia una missiva alla Popolare di Vicenza minacciando il commissariamento e il ricorso al bail-in se non verranno votati aumento di capitale, trasformazione in spa e quotazione in borsa. La Cgil invita a sostenere il processo di risamento. Vertice tra magistrati e finanza in procura a Prato
PRATO.Sul sito della Banca Popolare di Vicenza viene riportato un estratto della lettera inviata dalla Bce il 24 febbraio e ricevuta dal cda della banca il 29 e "di cui verrà data integrale lettura nel corso dell'assemblea" in programma sabato prossimo.
La Bce, spiega la Bpvi, "nel considerare la fase complessa e delicata che sta attraversando la banca, anche rispetto ai profili prudenziali di vigilanza, ribadisce che, con riferimento alla trasformazione in società per azioni, aumento di capitale e alla quotazione in borsa delle azioni della banca '...l'approvazione congiunta di tutti e tre gli elementi del progetto da parte dell'assemblea degli azionisti e la tempestiva attuazione del piano sono ritenuti della massima importanza dalla Bce al fine di ripristinare il rispetto dei requisiti patrimoniali secondo le modalità rappresentate dal Consiglio di Amministrazione".
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Per la Bce "La BpVi è a un bivio: nel caso in cui uno qualsiasi degli elementi del progetto non fosse approvato e la banca non rispettasse i requisiti patrimoniali, si renderebbe necessario adottare misure di vigilanza, incluso l'esercizio dei poteri previsti dal Testo Unico Bancario che attua la direttiva sul risanamento e sulla risoluzione delle banche". Le norme prevedono una serie di interventi di intensità crescente volti in prima battuta, a trovare capitali freschi sul mercato e, in assenza di questi, il ricorso al bail in, ovvero al salvataggio attraverso le risorse interne di azionisti e obbligazionisti disposta dall'autorità di risoluzione.
Anche i sindacati intervengono in questa fase delicata. "Nella difficile e drammatica situazione della Banca popolare vicentina, i lavoratori devono essere uniti nel sostenere un processo di risanamento, che passa anche attraverso il voto favorevole per la trasformazione in spa". Ad affermarlo è il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale.
Per il dirigente sindacale "pur essendo stati contrari, a suo tempo, al decreto sulle popolari, ora bisogna sostenere, con forza e con coesione, il processo di risanamento, di rinnovamento e di rilancio della banca che l'attuale amministratore delegato sta realizzando. Serve farlo per evitare rischi di commissariamento o di ulteriori drammatizzazioni".
Secondo il leader della categoria dei lavoratori del credito della Cgil, inoltre, "vi sono momenti nei quali si confligge con i nostri interlocutori per la tutela dei legittimi interessi dei lavoratori e delle lavoratrici, oggi però serve un'alleanza a tutto campo, lavoratori e risparmiatori, in grado di respingere ogni ed eventuale tentativo di provocazione. Serve portare questa banca fuori dalla crisi", conclude Megale.
Intanto a Prato vertice congiunto tra magistrati e investigatori delle inchieste parallele avviate mesi addietro sulla gestione della banca. Nell'ufficio del procuratore capo Giuseppe Nicolosi (con i sostituti Canovai e Boscagli) i magistrati vicentini Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi, il comandante della Finanza Amedeo Farruggio e il coamdante del nucleo della Tributaria Bruno Baldini. Magistrati e investigatori hanno fatto fatto il punto della sitauzione ma ogni procura proseguirà le indagini in maniera autonoma.
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