Il Tirreno

Prato

Degrado nella palazzina della vergogna

Degrado nella palazzina della vergogna

Droga, spaccio e atti vandalici accanto a studi legali e notarili nel condominio San Marco. Scatta la denuncia alla procura

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PRATO. Non siamo in un residence fatiscente o nei casermoni di periferie degradate, ma in un palazzo del centro, a due passi da piazza San Marco e della stazione centrale. È il condominio denominato, appunto, “San Marco”, dove appartamenti di discreta fattura si alternano ad uffici e studi professionali: avvocati, geometri, un notaio. Il palazzo della vergogna, con ingressi da viale Vittorio Veneto, via Arcivescovo Martini, via Giotto e via Tiepolo e un grande piazzale al centro, è stato già al centro di controlli da parte delle forze dell’ordine e dei vigili urbani, l’ultimo dei quali alla fine dello scorso anno. Veniva segnalato il quotidiano spaccio di droga, con bustine occultate dentro le fioriere del piazzale, la presenza di malintenzionati e clochard che entravano dentro gli uffici e gli appartamenti durante la notte ed anche di giorno, per drogarsi (trovate siringhe e macchie di sangue) facendo comodamente i loro bisogni e danneggiando le porte per entrare. La situazione, a detta dei residenti, non è affatto cambiati. Tanto che lo stesso amministratore del palazzo, Giancarlo Sanesi, ha presentato un esposto-denuncia in procura contro ignoti, affidandosi all’avvocato Patrizio Fioravanti, e allegando all’esposto una precedente denuncia del novembre 2011 e una comunicazione alla Polizia municipale dell’ottobre 2013.

«La situazione non solo non è cambiata, ma è peggiorata - lamenta Gaia Gozzi che lavora in uno studio legale - entrano negli studi del condominio approfittando di qualcuno che suona al portone per drogarsi. È successo che fermano i clienti nel palazzo per chiedere soldi o, peggio ancora, vendere droga».

Nel suo esposto, Sanesi fa notare che, dopo la denuncia del 2011, non è stato preso «nessun tipo di provvedimento dal Comune e dalle pubbliche autorità preposte alla sicurezza, tanto che con il passare del tempo, data l'assenza totale di vigilanza e di qualsiasi intervento nei luoghi, la situazione è andata peggiorando, fino agli ultimi eventi che hanno provocato danni ingenti alle cose e che hanno allarmato le persone che lavorano e vivono nel condominio». Ed ecco gli ultimi eventi ai quali si riferisce l’amministratore, avvenuto in particolare davanti alla palazzina: la strada interna accanto al bar Capecchi è stata disseminata di siringhe, pericolose per il passaggio quotidiano di persone. La strada è stata oggetto di atti vandalici con obiettivi di varia natura, come le fioriere e le auto parcheggiate, graffiate e danneggiate. La sede stradale è stata imbrattata di fazzoletti sporchi e tracce di sangue. Risale appena al 16 febbraio la forzatura della serratura messa ai vani contatori, con porte sfondate e, all’interno, siringhe, sangue, escrementi e sporcizia. «Non meno grave - prosegue Sanesi - il civico 9 del condominio è stato utilizzato come luogo di spaccio e di richiesta di elemosina e i condomini, come i clienti dei professionisti che vi lavoravano, nel vano scale, hanno assistito a scene di vendita di droga e richieste di soldi, con sporcizia e feci ovunque, soprattutto al quarto e quinto piano»

La lista è ancora lunga e prosegue col piazzale al civico 33 di via Tiepolo, dove hanno alloggiato barboni, ubriachi e drogati. «Io ho una figlia molto piccola che ancora non può capire - aggiunge Gaia Gozzi - ma nel condominio abitano bambini più grandi che quotidianamente si trovano di fronte questo degrado, senza contare i possibili rischi per la loro incolumità».

Francesco Albonetti

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