Striscioni per Regeni Vaiano si unisce alla richiesta di giustizia
Amici e parenti del giovane ucciso risiedono in Valbisenzio Lunedì si parlerà della vicenda in consiglio comunale
VAIANO. Un doppio legame unisce Vaiano a Giulio Regeni, il ricercatore ucciso al Cairo lo scorso gennaio. Alcuni dei suoi compagni di studio a Cambridge sono vaianesi, come anche il fidanzato della sorella.
Proprio su loro richiesta sono comparsi in paese alcuni striscioni gialli, il primo è stato esposto sul carro di Carnevale di Terna domenica scorsa, con la scritta “Verità per Giulio Regeni”.
Intanto lunedì in Consiglio comunale verrà votata una mozione per aderire alla campagna promossa da Amnesty International, su richiesta di Giulio Bellini e Roberta Roberti della lista Centrosinistra per Vaiano.
«L'esposizione dei striscioni – spiega Bellini – è un segnale molto importante, che però abbiamo caricato di un significato politico presentando una mozione che resta. Vogliamo da una parte dimostrare al Comune di Fiumicello, dove era nato il ricercatore, la nostra solidarietà, dall' altra spronare il Governo a perseguire la verità».
All'Istituto Bartolini l'esposizione dello striscione è stata autorizzata dalla dirigente scolastica Alessandra Salvati. «Alcuni nostri ex alunni – spiega – erano compagni del ricercatore a Cambridge e ci hanno chiesto di aderire a questa iniziativa. Da sempre cerchiamo di offrire ai ragazzi l'occasione di aprire un dibattito sull' impegno civile e l'onestà intellettuale».
A legare Regeni all'Istituto Bartoli c'è anche il consiglio comunale dei ragazzi.
«Abbiamo saputo – spiega Roberta Roberti – che il ricercatore quando frequentava le scuole medie faceva parte della consulta degli studenti, da anni esiste anche a Vaiano, così abbiamo pensato di sottolineare questo aspetto».
Per ora gli striscioni sono tre: davanti a Palazzo Comunale, sul cancello della sede dell' Istituto Bartolini e sulla facciata della casa del Popolo, ma Bellini spera che le iniziative si moltiplichino.
«Ci piacerebbe - conclude - che anche sui cancelli delle abitazioni private comparissero gli striscioni. Abbiamo formato un gruppo di volontari a cui si possono richiedere».
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