Il Tirreno

Prato

Sfrattata e disoccupata: «Ma non separatemi da Zara»

Maria Lardara
Carla a Zara, due amiche inseparabili
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Carla a Zara, due amiche inseparabili

Prato, a Carla il 10 marzo prenderanno la casa andata all’asta per i debiti dell’azienda di famiglia. Ora chiede aiuto, un lavoro qualsiasi, per non dover abbandonare il suo cane

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PRATO. Gli occhi si inumidiscono al solo pensiero di staccarsi da Zara: quella cagnona col muso dolce, incrocio di maremmano e pastore tedesco, è tutta la sua famiglia. E fa bene al suo equilibrio psicologico: Carla ha una certificazione medica che può dimostrarlo. Ma l’ufficiale giudiziario busserà comunque alla loro porta il 10 marzo prossimo: sfratto esecutivo.

Lei potrebbe finire in una struttura di accoglienza per emergenza alloggiativa, l’amica a quattro zampe magari in un gelido box. Per Carla non se ne parla. «Zara l’ho vista nascere – racconta la donna - è il mio unico legame affettivo». Ma i giorni passano e la padrona di Zara deve lasciare l’alloggio. Disoccupata e malata di diabete, s’arrangia con lavoretti di dog sitter per alcune famiglie e di tanto in tanto tiene in stallo i trovatelli del canile “Il Rifugio” accudendoli amorevolmente. Non bastano certo queste misere entrate per pagarsi un affitto.

E pensare che un tempo quel grande appartamento nella zona Nord di Prato era suo: a portarle via le mura domestiche ormai rimaste al buio (le utenze della luce sono staccate da settembre), un’asta di vendita giudiziaria avvenuta 15 gennaio 2015. A distanza di oltre un anno, il proprietario che ha riscattato l’immobile per 90mila euro reclama il diritto di metterci piede. Non è un fulmine a ciel sereno ma la sentenza di sfratto arrivata il 18 febbraio piomba come un macigno sulla vita di Carla.

La sua non è certo la storia di un’inquilina morosa che non riesce a pagare l’affitto ma di una donna espropriata della sua abitazione per i debiti pregressi dell’azienda di famiglia (il fallimento della “Pisaniello Gomme”, un tempo punto di riferimento nel mercato degli pneumatici a Prato, risale al 2003). A 39 anni Carla vive da sola, la sua rete sociale è composta dagli amici che le danno forza e coraggio. E poi c’è lei, la dolce e inseparabile Zara, a colmare il vuoto.

«Fa male pensare che la casa dei genitori, frutto di anni e anni di sacrifici, vada ad estranei. E’ andata all’asta per quattro volte». Carla ha sempre lavorato in officina col padre che è venuto a mancare tre anni fa. Nel frattempo il lavoro si trova col contagocce e le entrate iniziano a scarseggiare: è allora che inizia a rivolgersi alle istituzioni chiedendo un aiuto per vivere.

«Ho fatto l’addetta ai servizi scolastici e alle pulizie, posso fare la badante grazie anche all’esperienza di volontariato in Croce d’Oro. Prima che una casa - è l’appello che Carla rivolge alla città attraverso Il Tirreno - chiedo un lavoro. Se qualcuno potesse darmi una mano per pagarmi l’affitto di una stanza, anche un piccolo spazio in cui stare insieme a Zara, ci salverebbe».

Carla non molla: si è già rivolta allo Sportello Donne della Cgil per avere un supporto. L’assistente sociale le ha detto ci sarebbe, sì, posto in una casa famiglia ma non per Zara. «Ci stiamo occupando della situazione della signora - assicura l’assessore alle politiche sociali Luigi Biancalani - Cercheremo di fare in modo, là dove possibile, che il cane rimanga con lei». Se nel frattempo qualcuno volesse farsi avanti per offrire una sistemazione o un lavoro a Carla può contattare la redazione del Tirreno.

 

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