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Prato

Processo di via Ciulli si va avanti, via libera all’utilizzo degli atti

Processo di via Ciulli si va avanti, via libera all’utilizzo degli atti

Il rischio era che si dovesse rifare tutto il dibattimento Gli imputati chiedono solo di risentire i periti del Tribunale

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PRATO. Il processo di via Ciulli va avanti, le parti hanno dato l'autorizzazione a utilizzare gli atti acquisiti durante il dibattimento. Un'autorizzazione che evita che il processo ricominci dall’inizio e che si è resa necessaria per il cambio del giudice, con D'Addario che ha preso il posto di Magi, ora trasferita a Pistoia. Unica eccezione, su richiesta degli avvocati Sigfrido Fenies, difensore di Caldini di Trenitalia, e Olivia Nati per il dirigente del Comune Frasconi, la richiesta di un ulteriore approfondimento dell'esame testimoniale dei periti del Tribunale in relazione ad alcuni aspetti che saranno precisati al giudice e alle parti un paio di settimane prima della nuova udienza, fissata per il 24 marzo.

Richiesta accolta di buon grado dal giudice D'Addario che si è riservato di fare delle domande ai periti rendendo possibili eventuali integrazioni dei consulenti di parte nel caso emergessero elementi nuovi dopo la nuova testimonianza resa dai periti Bessi e Baldini lo scorso marzo.

Il processo, pubblico ministero è Lorenzo Gestri, è a carico di quattro tecnici accusati di omicidio colposo plurimo (due funzionari delle Ferrovie dello Stato, Paolo Berti, capo dell'ufficio potenziamento e sviluppo, e Stefano Caldini, direttore dei lavori del sottopasso all'inizio degli anni Novanta, l’ex funzionario del Comune di Prato Lorenzo Frasconi, dirigente del servizio mobilità e grandi infrastrutture, e il direttore generale dell'Asm Sandro Gensini) in relazione alla morte di tre donne cinesi avvenuta nell'ottobre del 2010 nel sottopasso allagato di via Ciulli.

Ieri insieme agli avvocati degli imputati erano presenti gli stessi dirigenti, fatta eccezione per Gensini, e gli avvocati di parte civile che rappresentano i parenti delle vittime Occhipinti e Magni.

D’Addario ha calendarizzato tre udienze: dopo quella del 24 marzo il dibattimento continuerà l’11 e il 9 aprile.

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