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Ma Palazzo Vecchio si tiene stretti i suoi turisti

Ma Palazzo Vecchio si tiene stretti i suoi turisti

Il capitolo più scarno nell’elenco di buone intenzioni tra Prato e Firenze è quello del turismo. Cinque righe per dire che si punterà sugli eventi congressuali. Forse perché Firenze di turisti ne ha...

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Il capitolo più scarno nell’elenco di buone intenzioni tra Prato e Firenze è quello del turismo. Cinque righe per dire che si punterà sugli eventi congressuali. Forse perché Firenze di turisti ne ha anche troppi e ogni tanto se ne lamenta, ma se li tiene stretti fino all’ultimo. Forse perché si è pensato che l’argomento fosse esaurito nell’auspicata maggiore collaborazione tra istituzioni museali. Sta di fatto che non c’è una riga sulla possibilità, per esempio, di sfruttare le strutture ricettive di Prato quando Firenze fa il tutto esaurito (o anche prima).

D’altra parte anche Prato, per candidarsi a un ruolo del genere, dovrebbe fare qualche passo avanti e non accontentarsi di raccogliere le briciole che cadono dal piatto di Firenze. Fare in modo, per esempio, che in certi periodi dell’anno per un turista straniero non sia un’impresa trovare un bar aperto. Mettere qualche cartello in più in inglese.

Oppure magari trasformare la nostra Chinatown in un’attrazione turistica, come già accade in altre città del mondo dove di cinesi ce ne sono anche meno.

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