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Prato

Rapinano le Poste armati di una bomba

Rapinano le Poste armati di una bomba

Paura a San Giorgio a Colonica: l’ordigno è stato abbandonato nei giardini ma è risultato privo della carica esplosiva

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PRATO. La bomba era finta, o meglio senza carica, ma la paura è stata vera ieri mattina all’ufficio postale di San Giorgio a Colonica, rapinato da due banditi.

Stavolta, oltre al coltello e alla pistola “di ordinanza”, i malviventi si sono portati dietro una bomba e l’hanno mostrata a dipendenti e clienti per rendere più credibili le loro minacce.

«Tutti fermi, questa è una rapina» hanno gridato ai dipendenti e ai clienti terrorizzati prima di svuotare le casse. Il colpo è stato messo a segno poco prima delle 13.

I due banditi con il viso coperto da un casco integrale da motociclista e armati, oltre che della bomba, anche uno di un coltello e l’altro di una pistola, hanno agito in pochi minuti approfittando del terrore che ha paralizzato i presenti. In fretta hanno arraffato i soldi in cassa e sono fuggiti a bordo di una moto Yamaha che con ogni probabilità è stata rubata, non prima di abbandonare la bomba a mano, del tipo "ananas", probabilmente un residuato bellico, nel giardinetto antistante l'ufficio postale. L'ordigno è stato poi preso in carico degli artificieri chiamati immediatamente.

Sul posto le volanti della polizia e gli uomini della Scientifica per i rilievi. All'ufficio postale di via del'Olmo è arrivata anche un'ambulanza la cui equipe ha soccorso alcuni dipendenti che si sono sentiti male. Alcuni testimoni hanno fornito alla polizia la descrizione dei banditi e il numero di targa del mezzo con il quale si sono allontanati. La polizia ha poi accertato che il bottino della rapina ammonta a soli 300 euro.

E' toccato agli artificieri della polizia di Firenze controllare la bomba a mano che è risultata vera ma senza esplosivo. E' stata quindi raccolta, aperta e repertata. Secondo la prima ricostruzione, l'ordigno sarebbe caduto di mano a uno dei due rapinatori che ha perso l'equilibrio ed è scivolato durante la fuga.

Gli uomini della squadra mobile hanno poi raccolto le testimonianze dei presenti per mettere insieme tutti gli elementi utili alle indagini. Al momento però non è stata trovata alcuna traccia dei due banditi, forse pendolari del crimine.

Lo scorso 13 febbraio un altro rapinatore aveva minacciato i dipendenti del supermercato Tuodì di via Tirso dicendo di avere una bomba in tasca. E ancora prima, il 15 novembre del 2010, un bandito riuscì a rapinare la filiale del Credito cooperativo del Mugello, a Calenzano, mostrando una bomba. Lo stesso bandito ci riprovò lo stesso giorno alla CariParma di via Valentini a Prato, ma gli andò male perché c’erano le casse a tempo. Per quei due colpi il rapinatore, Pietro Giuffré, è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione, ma assolto per la bomba, che era finta.

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