Il Tirreno

Prato

Toscana economia

Le aziende si sono salvate con i soldi degli imprenditori

Ilenia Reali
Il presidente di Confindustria Toscana Nord Cavicchi con Mongatti e Vettori dell'ufficio studi
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Il presidente di Confindustria Toscana Nord Cavicchi con Mongatti e Vettori dell'ufficio studi

A Prato, Pistoia e Lucca si è investito nelle aziende e le società di capitali più patrimonializzate sono quelle che hanno superato meglio la crisi. Per molti non è stata una scelta ma una richiesta degli istituti di credito o una convenienza per l'alto costo del capitale preso in prestito rispetto alla remuneratività

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PRATO. Gli imprenditori dell’area di Prato, Pistoia e Lucca hanno patrimonializzato le proprie aziende. “Dimostrando di credere nel futuro delle proprie attività” per dirla con le parole del presidente di Confindustria Toscana nord Andrea Cavicchi ma soprattutto perché la situazione economica generale l’ha reso necessario a causa dell’aumento del costo del capitale preso a prestito (a fronte della diminuzione della marginalità) o, in molti casi, obbligatorio per poter continuare a contare sugli affidamenti degli istituti di credito. L'autofinanziamento generato dalle vendite è inoltre leggermente aumentato, accompagnato da una riduzione dell'incidenza dei debiti bancari a breve sul finanziamento del circolante, riduzione che dimostra le difficoltà incontrate dalle aziende nella raccolta dei finanziamenti esterni. Una richiesta di patrimonializzazione delle aziende che si è resa più necessaria per le realtà imprenditoriali più piccole (meno di 500mila euro) o per le più grandi (con oltre 10 milioni di euro). E, anche se i dati non ne danno conto, è facile intuire per le aziende tessili pratesi tradizionalmente troppo poco patrimonializzate. Un intervento finanziario diretto degli imprenditori che, molto spesso, ha salvato le aziende da morte certa. Emerge infatti dall’analisi dei bilanci (dal 2004 al 2014) delle società di capitale ancora “vive” che aver investito nei momenti di maggior crisi ha aiutato. Ne sono l’esempio le performance dopo il 2009 dei produttori di filato e di tessuti speciali. Così come si comincia a vedere una ripresa dei ricavi del conto terzo e della nobilitazione che continua però a sentire il peso dei costi energetici e del costo del lavoro che ha avuto una incidenza media superiore di 10 punti rispetto al 2004. Dati ancora lontani però da quelli pre crisi.

“Da segnalare per il distretto pratese – sottolinea il responsabile del Centro studi Enrico Mongatti  - una crescita esponenziale sia del margine operativo lordo sia dei ricavi i risultati delle aziende di accessori e un rilevante recupero del meccanotessile”.

A fronte infatti di un tendenza positiva, piuttosto generalizzata, dei ricavi emerge come la situazione sia negativa rispetto ai dati precedenti al 2008.

Toscana Nord. I bilanci 2014 delle società di capitali manifatturiere dell'area Lucca-Pistoia-Prato mostrano una crescita dei ricavi del +1,6%, e del valore aggiunto (+4,2%) che segue il progresso del 2013 (+4,4% e +5,1 rispettivamente) sul 2012, anno di ripiegamento legato agli effetti della crisi dei debiti sovrani europei. La dinamica fortemente crescente del costo del lavoro per unità di prodotto (CLUP) nel 2014 ha mostrato una lieve flessione (-0,35).

Prato. Nel 2014 le imprese del distretto pratese hanno accentuato il recupero dei ricavi (+4,3%) già registrato nel 2013, dopo la flessione del 2012. L’analisi di medio periodo mette in luce per i ricavi del distretto una variazione del +30% rispetto al 2009 e del +23,9% rispetto al 2004. I produttori tessili mettono a segno un +5,1% nel 2014 con performance di medio periodo particolarmente brillanti per i filati (+49,5% rispetto al 2009 e +51,1% rispetto al 2004). In recupero nel 2014 anche i ricavi dei terzisti tessili (+5,8% rispetto al 2013, +38,5% sul 2009 e +24,4% sul 2004). Per i comparti dell’abbigliamento, ovvero maglieria, confezioni e accessori, la contenuta variazione del 2014 (+0,8%) si confronta con un +22,5% sul 2009 e +63,8% rispetto al 2004. Il meccanotessile, infine, chiude il 2014 con aumento dei ricavi del +5,5%, mettendo a segno anche un recupero straordinario (+115,9%) rispetto al crollo sperimentato nel 2009. Una dinamica dei ricavi superiore rispetto a quella dei costi esterni e del personale ha prodotto, nei bilanci 2014, un effetto benefico sulla marginalità lorda delle vendite. Il Mol (margine operativo lordo) aggregato dei settori distrettuali incrementa nel 2014 al +15% rispetto al 2013 con variazioni positive in tutti i settori. Il confronto di medio periodo mette però in evidenza forti differenze: mentre parte del mondo del conto terzi tessile non ha ancora recuperato i margini lordi aggregati del 2004 (filature cardate -19,6%, nobilitazione -10,5% rispetto al 2004), i produttori tessili finali sono a +50,4% (filati +174,7%, tessili speciali e arredo +97,7%; tessuti +4,1%).  Il Mol 2014 delle imprese dell’abbigliamento si trova a +77,8% e quello del meccanotessile a +122,9% sul 2004.

Lucca. Dopo la crisi, nel 2014 le imprese della provincia di Lucca hanno beneficiato di una lieve ripresa della marginalità, peraltro rimasta ancora bassa, e di un calo dell'incidenza degli oneri finanziari determinato sia dalla riduzione forzata degli affidamenti che dal calo dei tassi di interesse. L'eccesso di capacità produttiva, in un territorio caratterizzato da settori capital intensive, ha influito negativamente sulla ripresa degli investimenti con conseguente riduzione dell'incidenza degli ammortamenti. L’eterogeneità dei comparti produttivi presenti sul territorio lucchese determina minori fluttuazioni nelle voci di bilancio aggregate in confronto ad altre province più esposte sui mercati esteri o più concentrate a livello settoriale.  Permane un forte divario di competitività con i principali competitors internazionali dovuto a problemi strutturali quali per esempio il costo dell'energia, il ritardo infrastrutturale e il carico fiscale. 

Pistoia. Le aziende pistoiesi mettono in mostra una crescita dei ricavi e del valore aggiunto sensibilmente superiore, circa 2,5 punti percentuali in più rispetto alla media dell'area Lucca-Pistoia-Prato, negli ultimi 5 anni. Anche se il dato globale dipende da risultati non uniformemente diffusi fra i settori e le tipologie aziendali, si tratta della conferma che anche a Pistoia esiste un nucleo importante di aziende manifatturiere in grado di affrontare con successo le sfide della bassa congiuntura.   

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