Il Tirreno

Prato

La cartolina della nostra città fotografa la Prato contemporanea

di Azelio Biagioni

Per il brand da utilizzare per la promozione si è scelto di puntare sul Pecci e sulla modernità L’assessore: «La scelta è nata a un tavolo partecipativo. E il museo ha vinto sul Castello»

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PRATO. La definisce un’esperienza partecipata con entusiasmo. E si dice soddisfatta l’assessore alla semplificazione e alle politiche economiche del Comune Daniela Toccafondi sugli incontri che si sono tenuti nei mesi scorsi per “Prato si fa brand” e che hanno coinvolto la città rappresentata da tanti profili: dai semplici cittadini, alle categorie economiche, a esponenti del mondo della cultura e dell’associazionismo. Da quanto emerso l’attenzione sarà puntata sulla contemporaneità della città e la (ri)apertura del Pecci in autunno sarà il biglietto da visita da sfruttare al massimo.

L’illustrazione del progetto. “Prato si fa brand” si è tenuta durante la riunione della commissione consiliare 5 (politiche sociali, istruzione, cultura, sport, politiche dell’immigrazione e politiche giovanili) che si è tenuta ieri.

Il presidente Gabriele Alberti ha specificato, in apertura della seduta, come il brand punti a promuovere Prato sia nell’immediato che nel futuro. Poi l’assessore Toccafondi, che ha seguito i passaggi del progetto fin dal suo nascere, ha illustrato le varie fasi.

«Sono rimasta colpita dalla grande partecipazione delle persone – ammette l’assessore – E fra queste anche pratesi che hanno attività fuori dalla nostra regione o quanto rientrano in città solo il fine settimana e che hanno dato un apporto importante, portando in riferimento il luogo dove vivono.

«Ultimamente – prosegue Toccafondi - la stampa riporta eventi negativi di Prato, ma questa città ha potenzialità enormi e questo progetto lo ha dimostrato. Potevamo far leva sulla parte storica – aggiunge – quindi il Castello dell’Imperatore, Palazzo Pretorio o l’area di Gonfienti ma durante il percorso partecipativo è emerso che l’attenzione va spostata sul contemporaneo. E le tre parole dove i pratesi si riconoscono sono dinamismo, futuro e contemporaneità».

Fra qualche mese verrà realizzato un sito internet ad hoc e girati alcuni filmati per il brand di Prato. Quel marchio che la deve rendere riconoscibile, con le sue attrattive e per quello che vuole essere. Tutti d’accordo sul fatto che la città deve puntare sul turismo (ora di competenza del Comune dove il riordino delle Province). «E’ da molto che si dice che Prato deve essere riconoscibile – dice il consigliere Lorenzo Rocchi (Pd) – A settembre si aprirà il centro d’arte contemporanea. Per il consigliere, il “Pecci” dovrà essere un fiore all’occhiello: “Ci dovranno essere iniziative per tutta la città e non solo mostre».

Poi Rocchi si sofferma a parlare della recente festa delle luci della comunità cinese che ha visto la presenza di un fiume di persone. Un evento che secondo lui potrebbe essere motivo di richiamo di turisti se ben pubblicizzato.

Anche la consigliera grillina Silvia La Vita è certa che il turismo sia un elemento prioritario. «Però – sottolinea – bisogna lavorare perché chi arriva in città abbia ciò che il turista chiede come, ad esempio, i cartelli turistici”. “Bene puntare sul moderno – termina la consigliera Rita Pieri (Fi) – però non dimentichiamo il nostro passato. Quello che siamo oggi lo dobbiamo anche al nostro ieri».

Il percorso si è articolato in quattro tappe: “Un pomeriggio di storytelling per Prato”, l’incontro di lancio c’è stato il 15 dicembre scorso nella Sala Ovale della Provincia con la presentazione del progetto del brand.

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