Il Tirreno

Prato

Il lavoro sicuro lo offre il tessile ai giovani tecnici

di Ilenia Reali
Il lavoro sicuro lo offre il tessile ai giovani tecnici

La maggioranza sceglie la sezione di informatica ma le aziende “opzionano” gli studenti di tessitura

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PRATO. I genitori vogliono tutti che i loro figli facciano il liceo. La scelta si riduce tra classico o scientifico. E se proprio si vuol fare un tecnico l'Istituto Buzzi è considerato una scuola di buon livello ma guai a scegliere un indirizzo legato al tessile. Meglio l'indirizzo informatico dove si fanno senza sforzo tre sezioni o, al limite, il chimico e il meccanico: l'importante è stare lontano dalla tessitura dove si fa fatica a fare due classi (contro le 5 di 20 anni fa) e, ormai da un po' ci si ferma a una sezione e mezzo (il mezzo è una classe mista). Un'impostazione nella scelta della formazione dei propri figli che il professore di laboratorio di tessitura del Buzzi Sascia Carboni con il preside dell'Istituto Buzzi Erminio Serniotti e l'imprenditore e presidente di Pratotrade Roberto Rosati ritengono poco lungimirante.

Il motivo? Lo spiega il preside Serniotti. «Un imprenditore qualche giorno fa - racconta - mi ha chiesto qualche nominativo di studenti di quinta. Voleva contattarli per opzionarne uno per avere la certezza di poterlo assumere non appena si sarà diplomato».

«Viviamo una situazione assurda - interviene il professor Carboni - perché da una parte non riusciamo a fare due sezioni intere, dall'altra siamo subissati di richieste delle aziende che vorrebbero giovani. Di fatto in pochissimo tempo i diplomati trovano lavoro».

Quando i genitori devono scegliere l'indirizzo al termine del biennio non hanno dubbi. «”Lo iscrivo a informatica perché il tessile non ha futuro”, dicono. E sulla decisione presa non intendono tornare indietro. E' vero che molte aziende hanno chiuso e ce ne sono rimaste meno ma chi oggi è aperto ha prospettive e soprattutto assume perché a Prato ad assumere in numeri maggiori continua ad essere il nostro settore. E invece son tutti a fare informatica come se anziché a Prato si vivesse nella Silicon Valley. I genitori quarantenni sono delusi e non vogliono che i loro figli investano la loro formazione nel tessile. Secondo me sbagliando. Il tessile ha mille applicazioni e serve personale specializzato».

«Gli iscritti ci sono - aggiunge il preside - e anche quest'anno in base ai sondaggi fatti tra gli studenti dovremmo fare una sezione e mezzo. Il paradosso è che la richiesta è maggiore dell'offerta».

Rincara Roberto Rosati, titolare di uno dei lanifici più vivaci del distretto. «E' opinione diffusa che il tessile sia finito ma non è così. Il mio mantra è che in realtà il tessile continua a essere il futuro di Prato. C'è un'abbondanza di avvocati, architetti e professionisti in genere ma non si trovano giovani tecnici. Eppure ce ne sarebbe un gran bisogno».

Proprio come di chimici tintori, la sezione abbandonata nel 2012. «Per i chimici tintori - conclude il preside del Buzzi- abbiamo organizzato un breve corso post diploma aperto a tutti con Confindustria Prato per due anni. Ce n’era bisogno e non se ne trovavano. Ora contiamo di farne una terza edizione meglio organizzata con il Pin: stiamo aspettando di capire se ci sono i finanziamenti».

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