Attenzione
Il Comune chiude il market
La lite di giovedì sera l’ultima goccia. Ha pagato “le cattive frequentazioni”
PRATO. Aveva chiesto una telecamera per inchiodare gli spacciatori fuori dal suo negozio, gli sono arrivati i sigilli della polizia municipale. Billy Igho non ha battuto ciglio. Ha frettolosamente radunato un bel po’ di oggetti in due borse di plastica gialle e, davanti a un manipolo di agenti che alle 12.35 gli ha notificato l’atto di chiusura, ha tirato giù la saracinesca. Il phone center rimane chiuso per un anno, questo il verdetto. «Punto di riferimento e aggregazione di tossicodipendenti”, recita l’ordinanza comunale numero 455. L’ha firmata Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana, reduce proprio da un confronto con gli altri sindaci sul tema della sicurezza urbana. Cronaca di una fine annunciata. Probabilmente il filmato de “Le Iene”, andato in onda il 31 gennaio scorso, ha dato un colpo di acceleratore al lavoro della macchina amministrativa e giudiziaria. Ufficialmente, la droga dentro i locali di quell’esercizio a due passi dal Duomo non l’hanno mai trovata. Ma ogni giorno da “Igho Market” c’era la processione. Un pullulare di spacciatori e drogati da mezzogiorno a sera, sotto gli occhi di residenti e commercianti che negli ultimi tempi avevano provato in tutti i modi ad alzare la voce. Decine di esposti e segnalazioni, persino una manifestazione per chiedere legalità e sicurezza rimproverando la latitanza delle istituzioni. Dulcis in fundo, un finto cartello spuntato in via Santo Stefano che, provocatoriamente, indicava il market etnico come la “drogheria”. Più chiaro di così? Il giorno dopo al servizio de “Le Iene”, al Tirreno Billy negò di aver qualcosa a che fare con lo spaccio di droga invitando anzi le forze dell'ordine ad adottare provvedimenti concreti. «Basterebbe che piazzassero una telecamera lì - disse - così potrebbero vedere che cosa succede». Provvedimento arrivato: a farne le spese, com'era prevedibile, l’esercente nigeriano. «Metterò tutto in mano all’avvocato», si lascia scappare mentre sale sull’auto parcheggiata poco più lontano dall'attività. Non una parola di più. Soltanto un tentativo di difesa per quel boato di giovedì sera che ha scatenato una furiosa rissa, col risultato di esasperare ancora di più commercianti e residenti. Forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Ma il petardo era scoppiato fuori dal negozio, non dentro». Billy se ne va. La vulcanica moglie, quella ripresa da “Le Iene”, non si vede. Il testo dell’ordinanza suona come una condanna a morte per l’attività della coppia, dipinta come «il principale luogo di abituale ritrovo di persone socialmente pericolose dedite ad attività criminose, oltre che punto di appoggio e rifugio per gli spacciatori di droga, per lo più di nazionalità nigeriana». Si fa riferimento all'articolo 54 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali che dà la facoltà al sindaco di intervenire sia per contrastare che prevenire situazione urbane di degrado. «Era l’ora», gridano dalle finestre i residenti tra scrosci di applausi. Gli agenti in divisa, il nigeriano che fa le valigie a testa bassa, l’esultanza di residenti e commercianti per la fine di incubo. Alcuni scendono per strada, altri filmano l’avvenimento tanto atteso: va in scena la “spettacolarizzazione” del sequestro. Sorte segnata anche per il market di via Santa Margherita chiuso il 19 novembre scorso nei confronti del quale, nonostante una parentesi di riapertura temporanea, il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva dell'ordinanza avanzata dai gestori nigeriani. E attualmente il negozio rimane chiuso aspettando l’udienza fissata l’11 maggio. Quel locale, considerato covo di spacciatori, era un sorvegliato speciale delle forze dell’ordine almeno da un anno e mezzo. Nel caso della chiusura di “Igho Market” ci sarà stato forse lo zampino del clamore suscitato da “Le Iene” ma l'ordinanza arriva dopo quasi un anno e mezzo di operazioni effettuate da polizia municipale e forze dell’ordine. «Continuiamo a lavorare con ogni mezzo per riqualificare tutta l'area del Serraglio e dintorni - dichiara il sindaco Matteo Biffoni - Da un lato ci sono i continui controlli della polizia municipale e delle forze dell'ordine e gi strumenti amministrativi come il regolamento sul commercio, che mette paletti rigidi alle nuove aperture alzando il livello dell'offerta».
Maria Lardara
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