Attenzione
“Bravi” e applausi, la gente festeggia la serranda abbassata
Prato, parole di sollievo dei commercianti della zona. «C’è voglia di riscatto in questo pezzo di centro storico»
PRATO. Giustizia è fatta per la signora Gramigni. L’addio all’appartamento di via Tintori l’ha dato quattro mesi fa, dopo una convivenza impossibile con i frequentatori del market nigeriano. «A saperlo – ironizza - non andavo a vivere a “La Briglia”. Ma non avevo altra scelta». Ieri mattina, mentre gli agenti ponevano i sigilli al market all’angolo tra via Santo Stefano e via Tintori, l’anziana donna era alle prese col trasloco del resto della famiglia.
«Bravi, grazie», ha gridato ai vigili la combattiva signora. Dalle finestre risuonano scrosci di applausi, qualche residente si affaccia e, con una punta di malizia, rinfaccia ai rappresentanti del Comune in divisa che «ci volevano “Le Iene”». Rimane il fatto che quel venerdì 19 febbraio verrà ricordato come un giorno di festa anche per i negozianti della zona.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12991085:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2016/02/20/news/mini-market-chiuso-continuano-i-festeggiamenti-1.12991085]]
«Non si può non festeggiare – ammette Patrizia Ferraboschi, storica commerciante della strada e vicepresidente dell’associazione “Condominio Lippi” -: Il market nigeriano era davvero un vicino troppo chiassoso e ingombrante. Finalmente le istituzioni hanno dato un segnale di ascolto importante. C’è grande voglia di riscatto in questo pezzo di centro storico che ora vogliamo restituire alla città». Giovedì alle 21, quando nei paraggi del market è scoppiato un petardo con l’ennesima rissa degenerata tra gli avventori del locale nigeriano, Patrizia stava rientrando a casa dopo una giornata di lavoro. Danilo Scroppo dell’osteria “Aromadivino” invece si era messo ai fornelli da poco. «Ho sentito un boato, ho chiamato il 112 e sono arrivate le pattuglie: si trattava dell’ennesima lite scoppiata vicino al mio locale. Ho perso diversi clienti negli ultimi mesi anche per la situazione che viviamo in questa strada. Io li mandavo via ma i frequentatori di quel market si appoggiavano al mio dehors. Adesso posso montare la nuova struttura per la bella stagione».
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12985193:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2016/02/19/news/il-comune-chiude-per-un-anno-il-mini-market-etnico-1.12985193]]
Certo, la chiusura del market “incriminato” non può essere la panacea di tutti i mali derivanti da spaccio e consumo di droga.
«La battaglia è vinta ma la guerra è lunga. Ora abbiamo bisogno che il cittadino pratese si riappropri di questo angolo di città, che lo viva tutti i giorni», sottolinea Riccardo Taiti dell’ortofrutta “Taiti”. Anche la parrucchiera di fronte al market sotto sequestro tira un sospiro di sollievo: «Speriamo che i gestori non riaprano ricorrendo al Tar come ha fatto il negozio di via Santa Margherita». Aleggia il timore che con un atto del tribunale amministrativo tutto torni come prima. Ma per ora si festeggia.
Spacciatori e tossicodipendenti hanno perso un punto d’appoggio chiave, almeno in quella zona a un tiro di schioppo da piazza Duomo, il salotto buono della città. Soddisfatte anche le associazioni di categoria. Per Confcommercio «si tratta di un passo fondamentale nella lotta contro il degrado della città. Questo episodio - afferma la commerciante Alessandra Risaliti, membro della consulta di Confcommercio di Pistoia e Prato – non deve essere altro che l’inizio di una lunga serie di interventi di questo genere».
In via Tintori ha sede l’associazione musicale “Euphonios”. Per due lunedì consecutivi, intorno all’ora di cena, il coro dei giovani di età compresa dai 14 ai 30 anni ha intonato note di gospel uscendo per strada, cantando di fronte agli avventori dell’Igho Market. Musica come potente antidoto contro il degrado.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
