Attenzione
“Quei due”, denuncia e humour sull’amore gay
Domani e domenica al teatro Politeama va in scena la commedia di Dyer Tullio Solenghi, in coppia con Massimo Dapporto, parla dello spettacolo
PRATO. Una coppia gay che condivide gioie e dolori della vita. Un lavoro insieme, anni di amore e poi l’arrivo della figlia di uno dei due che il padre però non vuol far conoscere al compagno. Il timore di rivelarle che dopo essersi lasciato dalla moglie vive con un uomo. Potrebbe essere una storia odierna, invece si tratta della commedia “Quei due” di Charles Dyer, portata in scena in Italia negli anni Sessanta da Renzo Ricci e Paolo Stoppa che non trovò gradimento nel pubblico di allora e che non venne mai più riproposta fino ad oggi. Adesso a portarla sul palco, per la regia di Roberto Valerio, sono due mostri sacri della recitazione come Massimo Dapporto (che ne ha curato anche l’adattamento) e Tullio Solenghi. La commedia sarà al Politeama domani (ore 21) e domenica 21 febbraio alle ore 16. Un tema, quello trattato dal testo, che sembra cadere a fagiolo sull’accesso dibattito di questi giorni in merito alle unioni civili. «In realtà l’allestimento della commedia risale a prima di dicembre – confida Tullio Solenghi – Però sono contento che vada in scena adesso». L’attore, favorevole alle unioni civili, fa un invito: «Mi piacerebbe che i contendenti sulla questione venissero a teatro a vederla questa commedia per una sorta di riappacificazione. Certo che sono favorevole alle unioni civili – conferma Solenghi – Questo vorrebbe dire equipararsi ad un livello di civiltà. Siamo la pecora nera, basta vedere quei paesi che da tempo vedono legittimate le coppie omosessuali».
Per la prima volta Dapporto e Solenghi sono insieme in teatro. «La nostra è un’amicizia che va avanti da anni – racconta l’attore – ma non eravamo mai stati su un palco insieme. E questa nostra prima volta ci vede addirittura come coppia. E’ la prima volta anche col registra Roberto Valerio che è stato preziosissimo in questa commedia nel dirigere me e Massimo. E proprio Massimo nella riduzione di questo spettacolo ha dato un tocco di leggerezza, alla portata del pubblico che nelle città dove siamo stati nella nostra tournèe apprezza la commedia». “Quei due” sono Harry (Solenghi) e Charlie (Dapporto) in una loro giornata tipo all’interno di una barberia della periferia londinese alla fine degli anni Sessanta. «Il mio personaggio – spiega Tullio Solenghi - fa il barbiere da sempre. Charlie, invece, ha un passato da attore fallito, è stato sposato e ha avuto una figlia che ora viene a conoscerlo dopo trent’anni ma lui quasi per vergogna non vuole che sappia di me che sono il suo compagno. Non solo: a Charlie arriva pure una lettera di convocazione in tribunale per atti osceni in luogo pubblico, perché quando faceva l’attore, in un cabaret, aveva indossato abiti femminili. Oggi questo sembra assurdo – prosegue l’artista - ma siamo nell’Inghilterra degli anni Sessanta. Nella nostra coppia ci sono anche dinamiche eterosessuali e la chiave di successo della commedia è che riusciamo a trattare un argomento importante con ironia e il pubblico si diverte oltre a riflettere. Come andrà a finire? Con un lieto fine – termina l’attore - Ma non svelo quale». Al Politeama Tullio Solenghi è molto legato e ricorda quando venne chiamato in veste di presentatore in occasione della riapertura del teatro. Di Roberta Betti dice che «E’ una pietra miliare del teatro. In Italia persone come lei si contano sulle dita di una mano. Una donna che ha veramente amore per il palcoscenico».
Azelio Biagioni
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