Il Tirreno

Prato

Provocò incidente mortale Patteggiamento respinto

Provocò incidente mortale Patteggiamento respinto

La studentessa diciottenne che attraversò la Declassata facendo cadere un motociclista di 47 anni non ha il denaro per pagare i danni ai familiari

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PRATO. Il giudice per le indagini preliminari Francesco Pallini ha respinto ieri la richiesta di patteggiamento presentata dall’avvocato difensore della diciottenne cinese che, la mattina del 20 maggio 2015, attraversando il viale Leonardo da Vinci all'altezza del polo scolastico di via di Reggiana, provocò la caduta dalla moto di Roberto Signore, un pistoiese di 47 anni che poi morì a causa dell'incidente dopo un paio di settimane.

La studentessa cinese è imputata di omicidio colposo perché attraversò dove non si poteva, anche a causa della chiusura della passerella pedonale di via Rimini che era stata incendiata il giorno prima dai vandali. Fu quel gesto sconsiderato, secondo la Procura, a provocare l'incidente: Roberto Signore, che arrivava dalla rotonda di Capezzana, si trovò davanti all'improvviso un ostacolo e finì con la moto nel fosso sulla destra della carreggiata dopo aver urtato nel guard rail.

L'avvocato difensore della diciottenne, Paolo Cappelli, ha proposto un patteggiamento a un anno di reclusione con la sospensione condizionale della pena e ha incassato il parere negativo della Procura (il pubblico ministero in aula era Egidio Celano, il fascicolo è del sostituto Laura Canovai). La linea della Procura in questi casi è di dare parere favorevole al patteggiamento e alla sospensione della pena quando ci sia stato il risarcimento del danno. Ma in questo caso non c'è un'assicurazione da citare e la giovane cinese, affidata allo zio, non ha il denaro sufficiente per proporre un risarcimento. La difesa ha dunque scelto il rito abbreviato e il processo è stato rinviato per la discussione al prossimo 22 giugno. Gli avvocati Federico Febbo e Costanza Malerba si sono costituiti parte civile per conto della moglie, della figlia e della sorella della vittima, chiedendo un risarcimento provvisionale di 50.000 euro ciascuno.

Il caso è molto delicato perché è improbabile che l'imputata riesca a raccogliere le risorse sufficienti e rischia seriamente di essere condannata senza la sospensione condizionale della pena. A metà gennaio, durante il sit in per la sicurezza in via Pistoiese, l'associazione Città del Cervo Bianco aveva detto che era in corso una colletta nella comunità cinese proprio per l'incidente sulla Declassata. Ancora non risulta che siano stati raccolti fondi per un risarcimento anche simbolico, ma la comunità cinese, conferma il portavoce del Cervo Bianco Stefano Jiang, è ancora interessata a prendere contatti con la famiglia della vittima, quantomeno per porgere le scuse.

Paolo Nencioni

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