Il Tirreno

Prato

«Nessun maltrattamento, amiamo i nostri animali»

di Maria Lardara
Elvis Codaprin mostra uno dei leoni del circo
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Elvis Codaprin mostra uno dei leoni del circo

Prato, uno dei proprietari del circo Millennium replica alle contestazioni. «L’Asl e la Forestale ci hanno controllato ma non c’è alcun problema»

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PRATO. Sultan è il leone più vecchio. Troppo vecchio per far sorridere i bambini. Il grande felino sonnecchia in un grande recinto di fronte ad Adam, il suo addestratore che si muove indisturbato tra balle di fieno. Si vedono leoni e leonesse, le tigri sono al riparo dal vento forte che soffia dalla Calvana.

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«Sultan ha 18 anni e fa parte della famiglia. Non fa più numeri da circo ma continuiamo a prenderci cura di lui. E’ uno dei nostri compagni di vita. Sono animali nati in cattività che nella savana e nella giungla non potrebbero certo vivere». Elvis, un passato da trapezista, è uno dei proprietari del circo “Millennium” allestito fino al 29 febbraio in viale Marconi. Sabato scorso, quando è andata in scena ai cancelli la protesta degli animalisti e degli attivisti del Movimento 5 Stelle, è riuscito comunque a staccare 600 biglietti.

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«C’è ancora gente a cui piace il circo. Ormai la contestazione animalista è diventata una moda, è stato così qualche settimana fa anche a Lucca. Ci distruggono i cartelli all’entrata, imbrattano i carri. Maltrattiamo e sfruttiamo così tanto gli animali che, come può vedere anche Il Tirreno, qui non teniamo gabbie o catene. Lavoriamo alla luce del sole, sotto gli occhi dei passanti che camminano lungo l’argine del Bisenzio. Per questo invito gli animalisti ad assistere ai nostri spettacoli». Residenza a Pistoia e sede legale a Lugo di Romagna, Elvis Codaprin è figlio d’arte. Da tre generazioni la carovana del “Millennium”, che dà lavoro a 60 persone, si sposta di città in città, in Italia e all’estero. Un tendone colorato dentro il quale convivono acrobati, animali, clown, comici ed equilibristi. Con gli animali esotici Elvis ci sa fare: addestra zebre, watussi e cammelli: al bando gli elefanti.

«Giovedì e venerdì – prosegue - abbiamo avuto i controlli dell’Asl e del corpo forestale: non si scherza con le linee guida Cites che impongono il rispetto degli animali negli spettacoli viaggianti. Senza il parere favorevole degli organi preposti non possiamo montare».

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Il "blitz" a sorpresa del Tirreno non fa paura ai fratelli Codaprin e alla loro compagnia. «Chi l’ha detto che facciamo soffrire gli animali? Perché, non soffre un cagnolino che sta ad abbaiare in casa tutto il giorno perché nessuno lo porta fuori?». Certo, difficile pensare che l’habitat naturale di un leone o di una tigre sia un tendone in mezzo alla città o che siano rilassanti i viaggi in Spagna, Francia persino in Siria e Turchia dove la carovana arriva a esibirsi. Comunque sia, dicono dal “Millennium”, i numeri di leoni e tigri non sono più quelli di un tempo.

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«Mica li facciamo camminare in verticale», ironizza Codaprin. Inutile mettere i bastoni fra le ruote ai padroni dei circhi con regolamenti o ordinanze che vietano l'accesso nella città alle imprese che fanno intrattenimento con animali selvatici. «Abbiamo già vinto contro i Comuni di Pordenone e Modena. E stiamo valutando la possibilità di fare ricorso anche a Pistoia». Se tutto in regola, i giudici amministrativi danno solitamente ragione ai circhi equestri. Imprese che beneficiano del Fus (fondo unico dello spettacolo) anche se i finanziamenti si sono ridotti nel corso del tempo. «La nostra è una cultura – conclude Codaprin - riconosciuta dalle leggi nazionali».

 

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