Attenzione
Un addio commosso per Antonio Mati
PRATO. Una folla commossa, stipata anche fuori dalla chiesa di San Michele, ha dato l'ultimo saluto ad Antonio Mati, il settantunenne morto per avere contratto la meningite di ceppo C. L’uomo era...
PRATO. Una folla commossa, stipata anche fuori dalla chiesa di San Michele, ha dato l'ultimo saluto ad Antonio Mati, il settantunenne morto per avere contratto la meningite di ceppo C. L’uomo era molto conosciuto in città per il suo impegno nello sport, da tempo era dirigente della squadra di terza categoria Prato Sport.
«Te ne sei andato nel giorno di San Valentino, la festa degli innamorati e non poteva essere diversamente perchè tu sei stato amore. Non dimenticherò mai i tuoi occhi blu che ci hanno sempre detto la verità. Sei sempre stato un padre affettuoso e premuroso»: Tra le lacrime la figlia di Mati, tenendo la mano alla cugina, ha letto una lettera indirizzata al padre, un punto di riferimento per tutta la famiglia. «Hai fatto una delle tue magie e sei sparito, forse perchè dopo 12 giorni avevi voglia di un bicchiere di vino», ha continuato tra le lacrime.
Nessun accenno alla malattia fulminante che lo ha ucciso in pochi giorni, neppure da parte del parroco che ha celebrato la messa. «Non conoscevo quest' uomo – ha detto don Paolo Ridolfi durante l’omelia - ma intuisco che era una persona buona. Lo vedo dai vostri occhi». Al termine del funerale ha preso la parola anche la nipote. «Sei stato per me come un padre, da quando il tuo fratellone Paolo non c'è più. Mi sei sempre stato vicino, soprattutto nei momenti difficili».
Anche la cognata ha ricordato Mati tra le lacrime. «Ci siamo conosciuti negli anni Sessanta a casa tua e di Paolo. Non sono riuscita a venirti a trovare in ospedale, e tu sai il perchè, ma ora ti voglio ringraziare per tutto quello che hai fatto per noi».
Grande commozione anche fra gli amici.
«Abbiamo condiviso 50 anni di bischerate - hanno ricordato – e abbiamo fatto tante cose insieme, l'altra sera quando siamo venuti a trovarti in ospedale ti abbiamo detto che andavamo a vedere la partita della Juve. E tu ci hai detto di tornare vincenti. Il tuo buon umore ti ha sempre contraddistinto. E questo sarà per noi un ricordo nitido per sempre». ( al. ag.)
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