Il Tirreno

Prato

Meningite, i vaccini stanno arrivando ma prenotare è impossibile

di Alessandra Agrati
Meningite, i vaccini stanno arrivando ma prenotare è impossibile

Le linee del Centro di prevenzione e dei distretti sono in tilt da giorni. Difficile avere informazioni e date certe per chi ha superato i 45 anni

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PRATO. I vaccini contro la meningite di tipo C sono arrivati, ma resta il caos nell'organizzazione del servizio di somministrazione. Intasate le linee per le prenotazioni, la vaccinazione gratuita per gli over 45 non è ancora una realtà e soltanto giovedì verrà firmata la convenzione per istituire l'ambulatorio vaccini al Giovannini. Medici di famiglia subissati di telefonate di pazienti ultra quarantacinquenni che richiedono la vaccinazione.

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Vaccini. Dai magazzini della Glaxo, la multinazionale che produce il Menveo, stanno arrivando le prime partite. La priorità è data all' azienda sanitaria che utilizzerà le 32mila dosi per il servizio gratuito nella fascia 11- 45 anni e per consegnarli ai medici di famiglia che hanno aderito alla campagna di vaccinazione, sempre per la stessa fascia di età. Nelle farmacie comunali sono aperte le prenotazione per acquistare il vaccino al prezzo di 96,92 euro. Per ritirarlo è necessaria la ricetta del medico. La distribuzione avverrà seguendo l'ordine di prenotazione. Dall' aprile 2015 ad oggi sono state vaccinate 17mila persone gratuitamente. E' disponibile anche un altro vaccino, che però copre solo il ceppo C ed è valido per tre anni e quindi ha un prezzo inferiore.

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Prenotazioni. Avvengono esclusivamente per telefono (0574805990/1/2) dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13, il problema è riuscire a prendere la linea. «I primi di marzo – ha ribadito Aldo Fedi responsabile del Dipartimento di Prevenzione – sarà attivato il Cup unico per l'Asl, quindi se la linea di Prato è occupata automaticamente risponderà il primo operatore libero e si potrà prenotare la vaccinazione ovunque fra Empoli, Prato, Pistoia e Firenze. Dopo che il consiglio regionale approverà la delibera per estendere la gratuità della vaccinazione agli over 45, prenderemo le prenotazioni anche per questa fascia di età».

Se non ci saranno sorprese da mercoledì la delibera dovrebbe diventare effettiva.

Dove ci si vaccina. Oltre ai presidi di via Lavarone, Montemurlo, Vaiano e Poggio a Caiano, l'Asl ha chiesto la disponibilità alla direzione dell' ospedale di utilizzare alcuni ambulatori, nelle fasce orarie in cui non sono occupati. La Pubblica Assistenza, invece, concederà almeno otto ambulatori convenzionatiper i prelievi. «Sono disseminati in tutto il territorio, anche in qualche comune della provincia - ha spiegato il presidente Livio Benelli-. Appena verrà formalizza la richiesta noi saremo operativi».

Giovedì si terrà un incontro tra l'azienda sanitaria e i medici di medicina generale per firmare la convenzione che prevede l'apertura dell' ambulatorio dei vaccini al Giovannini. «L'idea di aprire un servizio dedicato alle vaccinazioni – spiega Alessandro Benelli segretario del sindacato dei medici di medicina generale - è partita da noi. Vorremmo che non fosse una cattedrale nel deserto, ma diventasse un centro operativo in grado di coprire le emergenze, come quella della meningite di ceppo C, ma anche la routine, e mi riferisco ai vaccini antinfluenzali. Naturalmente noi proponiamo, ma l' ultima parola è dell' azienda».

Medici di famiglia. Aumentano le adesione alla campagna dei vaccini, ma i medici non vogliono essere identificati come i responsabili delle lunghe liste di attesa. «Siamo sempre stati esclusi dal problema vaccini- chiarisce Benelli - fino a quando non è aumentata in modo esponenziale la richiesta. Un anno fa ci è stato chiesto, in modo molto soft, se volevamo partecipare alla campagna di vaccinazione. La scelta di non aderire, per molti, è dettata da una questione di priorità: i vaccini sono importanti, ma i nostri ambulatori sono stracolmi di malati a cui dobbiamo dare una risposta. Costringerli a sei ore di attesa perchè oltre alle visite bisogna anche vaccinare, credo che non sia un buon servizio. Proprio per questo abbiamo chiesto l'attivazione dell'ambulatorio specifico».

Secondo il segretario ormai si è innescata una psicosi collettiva, anche se in parte giustificata. «Questa campagna vaccini è stata gestita in modo tragico. E' scoppiata la paura, anche fra gli anziani. Tutti vogliono vaccinarsi, eppure è un anno che si può richiedere questo servizio. Da maggio ad agosto avremo iniettato dieci dosi, ora tutti lo richiedono. Se si fosse agito in modo graduale, con calma, non saremmo arrivati a questa assurda situazione. Del resto fino a ieri ci mancavano le fiale».

Benelli è scettico anche sulla possibilità che i medici vengano precettati. «E' un compito che riguarda il Prefetto, non il presidente dell' ordine».

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