Sicurezza
Contrabbando di tessuti per due milioni
La Guardia di finanza scopre un giro milionario gestito da un imprenditore cinese, tra gli indagati anche un contabile pratese
PRATO. Il meccanismo funzionava come un orologio: tre ditte individuali fittizie, che esistevano solo sulla carta, intestate ad altrettanti prestanome cinesi, acquistavano da Cina e Corea milioni di metri di tessuto di contrabbando. Poi, su ordine del capo supremo, li consegnavano alla srl intestata al boss che li commercializzava guadagnando due volte: la prima sull’evasione dei dazi, la seconda sulle false fatturazioni che servivano ad abbassare l’utile di esercizio. Un giro milionario scoperto dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza secondo la quale alla srl con sede al Macrolotto Uno, intestata a un imprenditore cinese, già coinvolto nella maxi inchiesta per riciclaggio “Money2Money”, sarebbero arrivati almeno tre milioni di metri lineari di tessuto di contrabbando per un’evasione stimato di due milioni di euro.
Sette le persone indagate per contrabbando e false fatturazioni dalla procura della Repubblica : sei cinesi e un ragioniere “pratese doc” che lavora presso uno studio di commercialista.
Piramidale l’organizzazione: al vertice il titolare della srl, subito sotto di lui i due soci cinesi le “braccia operative”(ne esiste un terzo italiano che però non è stato indagato) e allo stesso livello il contabile pratese che avrebbe usato le proprie competenze per indicare al gruppo di imprenditori del dragone come evadere il più possibile nel modo meno visibile. E questa è una certezza, perché le fiamme gialle (le indagini sono state coordinate dal comandante provinciale Amedeo Farruggio e dal comandante del Nucleo di polizia tributaria Bruno Baldini)controllando i computer della ditta- moltissimo il materiale sequestrato tra libri contabili, fatture, tracce di compravendite - hanno scoperto una serie di mail nelle quali il ragioniere indicava passo dopo passo come evitare balzelli e tasse. Indagate, infine, le tre “teste di legno” (anche questi cinesi) tutti ben consapevoli del giro illegale che gestivano. Talmente tanto che per almeno una delle ditte individuali fittizie era già stato deciso il giorno di cessazione: sarebbe semplicemente sparita. Ma la Guardia di finanza, questa volta, è arrivata prima. Ed è arrivata grazie a uno dei controlli Asl per la sicurezza sui luoghi di lavoro che ha riguardato la srl del Macrolotto. Il materiale trovato durante il blitz non ha convinto i magistrati che hanno invitato la Finanza a fare ulteriori accertamenti. E così è stato. Le indagini hanno prima riguardato la ditta di tessuti, poi dall’analisi delle carte sequestrate gli investigatori sono risaliti alle società intestate ai prestanome e al giro di fatture false.
Cristina Orsini
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