Il dolore
Amianto, scarti edili e carcasse di auto a Casale
La protesta di un residente costretto a vivere di fianco a una discarica abusiva in via Facibeni
PRATO. Furgoni abbandonati, coperture di amianto lasciate all'aria aperta, scarti di lavorazioni edilizie accumulate.
E' la situazione di un appezzamento di terreno nella frazione di Casale, adiacente a Via Facibeni , a ridosso dell'autostrada A11 in prossimità del casello di Prato ovest.
A segnalare un ennesimo caso di degrado e di abbandono di un pezzo di territorio “non chè di pericolo», è Massimo Logli, un lettore del Tirreno, che risiede nella strada.
«Il terreno privato - spiega Logli - attiguo a un fabbricato dove vino 72 famiglie, si estende per una lunghezza di circa duecento metri e l'accesso è da Via Don Milani. All'interno ci sono rifiuti di vario tipo tra cui varie carcasse di automezzi, pezzi di amianto e scarti di laterizi che formano una montagnola, vicino alla quale c'è anche un piccolo allevamento avicolo, probabilmente abusivo».
I rifiuti sul terreno si sono accumulati con il tempo e con l'incuria «tanto che - prosegue il residente - ci sono stati diversi tentativi di dar fuoco ai materiali depositati fortunatamente spenti in poco tempo ma che hanno provocato fumi e inquinamento».
Non solo: «Nell'area - continua il residente - segnalo anche la presenza di alcuni cani che la notte spesso abbaiano e ci impediscono di riposare». Insomma una situazione difficile.
In passato l'area di via Facibeni era adibita a deposito di auto «ma da alcuni anni purtroppo - prosegue Logli - è stata scelta come deposito per scarti edili da chi probabilmente pensa che sia lecito accumulare rifiuti a venti metri dalle abitazioni. E la situazione è peggiorata sensibilmente nel corso degli ultimi tempi». Implicita la richiesta di intervento.
Infine Logli sottolinea il fatto che un'area a ridosso del Casello Prato Ovest, a non molta distanza da quella di via Facibeni, è stata scelta come luogo per il trattamento industriale degli inerti. «La situazione che segnalo - prosegue - non è sicuramente paragonabile a quella di un deposito di inerti autorizzato, ma la giudico, comunque, pericolosa per la salute pubblica, in particolare su pezzo di territorio già gravato da numerose fonti di inquinamento legali o meno».
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