Il dolore
Multe e tributi non pagati, seimila pratesi senz’auto
Nel 2015 la Sori, la società incaricata dal Comune di Prato di riscossione coattive, ha ripetuto i clamorosi dati del 2014: i numeri più alti in Italia
PRATO. Il postino suona sempre due volte, anche tre. E il terzo potrebbe essere un preavviso di fermo amministrativo notificato da Sori, la partecipata del Comune incaricata della riscossione coattiva. Ignorarlo può far scattare le ganasce fiscali sulla propria auto. Sì, quella che ci serve per andare a lavorare o per accompagnare i figli a scuola. Ne sanno qualcosa oltre 6mila pratesi lasciati a piedi nel 2015 e altrettanti nel 2014, il doppio rispetto al 2013 quando Sori convalidò 3300 fermi amministrativi.
Le ganasce fiscali sui beni mobili (auto e ciclomotori) tolgono il sonno a chi sa di dover saldare il conto con il Comune: migliaia di multe arretrate per sanzioni al codice della strada oppure per omesso versamento di Ici, Tia e Tarsu, ma anche (per cifre più piccole) rette della mensa e trasporto scolastico. E sta per partire la caccia agli evasori della Tasi non versata nel 2014 con la spedizione di una tranche non ancora precisata di cartelle esattoriali (Sori non ne ha quantificato i numeri). I pratesi che pensavano (o speravano) di farla franca potrebbero ricevere nelle prossime settimane i primi fermi. Una valanga di auto sottoposte a ganasce fiscali che diventano così inutilizzabili dal legittimo proprietario finché non viene estinto il debito nei confronti dell’amministrazione comunale. In realtà, con il preavviso si fa presente la possibilità di ricorrere al fermo se entro trenta giorni non viene sanata la situazione debitoria: l’ente creditore (in questo caso Sori per conto del Comune) notifica tramite cartella esattoriale un’intimazione di pagamento entro trenta giorni comunicando preventivamente la volontà di procedere al fermo.
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«Abbiamo fatto il numero più alto di fermi amministrativi in Italia – ammette il direttore operativo di Sori, Enrico Cecchin - grazie anche all’efficientamento dei nostri strumenti informatici di controllo della riscossione. Va precisato che il fermo amministrativo non rappresenta il blocco fisico dell’auto ma è evidente che il mezzo non possa circolare per non incorrere nella confisca del bene o in ulteriori sanzioni fino a 2500 euro».
Se gli impiegati di Sori diventano sempre più bravi a stanare i furbetti, i contribuenti pratesi fanno sempre più fatica a frugarsi in tasca per pagare multe e sanzioni. Dalla convalida dei fermi l’amministrazione ha incassato nel 2014 500mila euro (il dato 2015 non è ancora disponibile), presumibilmente almeno ¼ di quanto avrebbe dovuto riscuotere dagli utenti morosi. E comunque il fermo scatta dopo che il cittadino ha ignorato tutti i solleciti notificati al suo domicilio, dal primo accertamento all’ingiunzione di pagamento fino al preavviso di fermo. Il lasso di tempo che intercorre tra tutti questi atti è generalmente di un anno.
«Rispetto alla nazionalità la distribuzione di questi provvedimenti è piuttosto eterogenea anche se – osserva il direttore della società di via Panziera - vi è una prevalenza di stranieri». A salvare i pratesi sono i piani di rateizzazione (con le maggiorazioni degli interessi legali) che consentono di estinguere gradualmente il debito e che Sori invita sempre a utilizzare, alla luce anche del regolamento comunale sulle entrate modificato nell’aprile 2015. «L’anno scorso – fa sapere Cecchin - abbiamo avuto oltre 2mila richieste di rateizzazioni su tutte le materie e il trend è in aumento». Secondo l’articolo 27 di quel regolamento, infatti, esiste la possibilità di rateizzare fino a 72 mesi un debito di oltre 50mila euro a partire da un minimo di tre rate mensili per obblighi di pagamento da 50 a 200 euro.
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