Il Tirreno

Prato

Il contratto non sarà sciolto

di Alessandra Agrati
Il contratto non sarà sciolto

Graffetta e vite nel risotto: indagine interna e controlli dei Nas in tutta la filiera della mensa scolastica

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PRATO. I Nas stanno effettuando i controlli su tutta la filiera che gestisce il servizio mensa nelle scuole comunali, per capire come siano finite una graffetta e una vite nelle porzioni di risotto degli alunni che frequentano la scuola primaria Gandhi di Galciana.

A richiedere l'intervento la stessa amministrazione comunale intenzionata a trovare il responsabile. Ormai siamo al quarto episodio (mandarini marci, bachi nella pasta, una porzione di pasta normale che è stata servita ad una bimba celiaca) che coinvolge direttamente o indirettamente il gruppo milanese Elior, capofila di un' associazione temporanea di impresa per organizzare il servizio mensa in Toscana.

«La capogruppo resta la nostra referente – ha spiegato l'assessore all' istruzione Maria Grazia Ciambellotti - ma abbiamo bisogno di sapere chi ha sbagliato. Immediatamente sono state fatte delle indagini per capire se la graffetta provenisse dagli uffici del centro cottura, ma hanno dato esito negativo perchè quelle utilizzate hanno dimensioni diverse. Anche la vite non può appartenere ad una grande cucina, viste le dimensioni ridotte è più adatta a lavori di bricolage».

I tempi per avere delle risposte non sono definibili in quanto la procedura è lunga e si estende a tutte le scuole pratesi.

«Questa volta non è una strada facile da ripercorrere a ritroso: quando nei ceci sono state trovate le farfalle è bastato andare nei magazzini, dove sono stoccati i sacchi, e poi procedere alla disinfestazione. In questo caso – continua Ciambellotti – l'errore può essere stato commesso in qualsiasi anello della filiera».

Per ora il Comune non è intenzionato a risolvere il contratto con Elior, che comunque scadrà alla fine di quest'anno.

«In tutti gli altri casi, continua l'assessore – abbiamo attivato una procedura sanzionatoria, che comunque è prevista dal contratto. Per ora non ci sono gli estremi per interrompere il rapporto».

Anche perchè può capitare che ci siano concorsi di causa e quindi non si possono addebitare alla società che gestisce le mense. «E' capitato – spiega Ciambellotti – che in buona fede non sia stata seguita in modo scrupoloso la procedura e quindi siano nati problemi. Per questo continuiamo ad insistere ad inviare a tutto il personale informative specifiche, che ribadiscono i protocolli da adottare. E’ necessario che ognuno svolga i compiti a cui è assegnato».

Nonostante i ripetuti episodi, che denunciano un servizio poco accurato, l'assessore non è preoccupato.

«Abbiamo - conclude l’assessore -la responsabilità di tanti bambini, almeno 250 hanno anche problemi di allergie e di intolleranze, per questo abbiamo attivato tutta la procedura di controllo. Quando avremo un quadro esaustivo di quello che è successo, allora valuteremo come muoverci. Certo che è curioso che proprio nel cibo destinato a quella classe si siano trovati entrambi gli oggetti».

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