Sicurezza
Destra in corteo sinistra in piazza
Sabato “caldo” per la commemorazione dei martiri delle Foibe organizzata dal Circolo Etruria. Lapide imbrattata dagli anarchici
PRATO. Manifestazione e contromanifestazione: un “mini” salto negli anni Settanta. Contro la commemorazione dei Martiri delle Foibe organizzato del Circolo Etruria 14, associazione che fa capo alla destra estrema alla quale hanno aderito Azione Giovani e Casa Pound, la sinistra più a sinistra ha indetto una manifestazione in piazza. Tra gli uni e gli altri decine di poliziotti, camionette, auto dei carabinieri. Perché l’imperativo categorico era: non fare incontrare i due gruppi. E così è accaduto. Separati dalle ideologie ma soprattutto da spazio e da tempo. Perché la manifestazione di sinistra (alla quale hanno aderito LefLab, Anpi, Arci, Liberta e Giustizia, Comitato 11 giugno Poggio alla Malva, Associazione 6 settembre Figline, Comitato gay e lesbiche, Partito Umanista) è iniziata poco dopo le 14, 30 di ieri in piazza del Comune, mentre l’altra del Circolo Etruria è stata fissata per le 17 in piazza dell’Università. La prima è stata stanziale: circa venticinque persone che sfidando la pioggia, hanno lanciano slogan per un’oretta, con canti di sinistra in sottofondo e striscioni (“Noi ricordiamo tutto! Contro discriminazione e nazionalismi basta guerra tra i popoli”). L’altra itinerante: sotto una pioggia battente una cinquantina di giovani di destra si sono schierati (tre file) e sventolando i tricolori (in testa la corona d'allora poi le bandiere della Dalmazia, Istria e Fiume), hanno percorso via Battisti fino a via Martiri delle Foibe in un silenzio assoluto: «Da rispettare - ha detto Simone Grandi, tra gli organizzatori del Circolo Etruria - perché questa è una commemorazione». E arrivati alla lapide la deposizione della corona. Lapide che è stata presa di mira dagli anarchici la notte scorsa. Ad accorgersi delle scritte firmate dall’A maiuscola cerchiata di nero, gli uomini della Digos che hanno chiesto l’intervento di una squadra di Asm che in fretta e furia ha cancellato le scritte. Intorno alle 14,30 il problema era già stato risolto, obiettivo: evitare di far riscaldare gli animi. Tra le frasi lasciate dagli anarchici: “Questi non sono morti è propaganda”. «Infami» è stato l'appellativo usato dal consigliere comunale di Carmignano Mauro Scarpitta - «Oggi indipendente ma da sempre di estrema destra» precisa - che nel breve discorso di fronte alla lapide ha sottolineato «l'assenza delle istituzioni a ricordare i tanti torturati e massacrati. Erano profughi veri - ha concluso - non come quelli finti di oggi che i compagni accolgono».(c.o.)
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