Attenzione
Il cantiere “trampolino” per i ladri
Protesta e petizione dei residenti di via Renzo Gori a Chiesanuova
PRATO. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ultima incursione dei ladri in una delle casette a schiera di fronte alla palestra “Palagym”. E che potrebbe essere da imputare a un cantiere “fantasma” che, da almeno cinque anni a questa parte, è la causa del degrado di via Renzo Gori nella zona di Chiesanuova, a due passi dalla chiesa del Sacro Cuore. Sporcizia, ladri e incuria: è quanto denuncia un gruppo di residenti che vivono in questa strada, firmatari di un esposto che mercoledì scorso hanno protocollato in Comune. Svetta in via Renzo Gori lo scheletro di una palazzina mai completata a causa del fallimento della ditta costruttrice, non certo una novità in tempi di crisi dell'edilizia: tanti anni fa l’edificio, già in passato covo di spacciatori e occupanti abusivi, fu messo in sicurezza grazie all’interessamento del curatore fallimentare. Furono sigillati gli ingressi e sbarrate le finestre con spranghe di ferro per evitare bivacchi. Peccato che oggi il cantiere rimanga chiuso solo in parte mentre resta facilmente raggiungibile i confini laterale e posteriore presi di mira dai malintenzionati che, scavalcando agilmente una rete con la siepe, si ritrovano in un attimo sul retro delle casette a schiera saltando da un muretto all’altro. Quello scheletro di cemento, in sostanza, può diventare una base d’appoggio per topi d’appartamento con un minimo d'agilità. E’ accaduto già che i ladri si siano intrufolati nella proprietà privata di qualche residente passando dal cantiere e, da qui, piombando nei giardini delle case per rubare anche in pieno giorno. «Se tra quel cantiere e i giardini delle nostre case ci fosse un muretto e non una rete sarebbe intanto più difficile – denuncia la signora Elisabetta, tra i firmatari dell’esposto - Non è dignitoso per una strada residenziale come questa dove si affacciano tante costruzioni recenti convivere con una situazione come questa». Tre i problemi che denunciano i venti firmatari dell’esposto indirizzato al sindaco Matteo Biffoni e al comando della polizia municipale, come si può leggere fra le righe del documento: il pericolo per l’incolumità fisica delle persone visto che la barriera di protezione del cantiere è stata divelta; il danno economico derivante dai furti e, infine, il degrado igienico e sanitario legato allo stato di abbandono dell’immobile.
Maria Lardara
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