Il Tirreno

Prato

Tra scippi e spaccio l’appello del prefetto «Aiutateci ad aiutarvi»

Tra scippi e spaccio l’appello del prefetto «Aiutateci ad aiutarvi»

Sindaco e forze dell’ordine fanno il punto della situazione La coperta è corta, dicono, e non si può fare tutto subito

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Non abbiamo sottovalutato il fenomeno dello spaccio di eroina nel centro storico, ma dovete capire che non c'è solo la droga. Abbiamo contenuto altri reati come furti, rapine e danneggiamenti. E stiamo affrontando con forza il problema della droga. Questo il tenore delle dichiarazioni del prefetto Maria Laura Simonetti nel corso di un incontro con la stampa al termine del Comitato per l'ordine pubblico che si è tenuto ieri in Prefettura. Un Comitato fissato lo scorso lo scorso 20 gennaio, dicono, ma che inevitabilmente si è trovato a fare i conti con le polemiche seguite alla messa in onda il 31 gennaio del servizio de "Le Iene" sul centro storico in balìa degli spacciatori.

Il caso eroina. Il prefetto e i vertici delle forze dell'ordine (presenti tra gli altri il questore Paolo Rossi, il comandante dei carabinieri Gabriele Stifanelli, il comandante della Finanza Amedeo Farruggio e quello della Municipale Andrea Pasquinelli) hanno ribadito la strategia per allontanare gli spacciatori dal centro: controlli alla stazione del Serraglio, fogli di via ai clienti dei pusher, intensificazione dei passaggi delle pattuglie nelle strade dello spaccio (tra via Tintori e il Serraglio). Il questore Rossi ha detto che sono stati intensificati i controlli nella zona del Serraglio, che stanno dando i loro effetti. E il colonnello Stifanelli ha ricordato che già a dicembre c'era stata un'importante operazione che portò all’arresto di 12 spacciatori proprio in quella zona. Complessivamente, ha aggiunto il prefetto, i reati sono calati da 15.000 a 14.000 dal 2014 al 2015. Lo stesso prefetto annuncia che si pensa ai controlli Interforze anche agli esercizi commerciali, ma si attende che il Comune approvi il nuovo regolamento del commercio che dovrebbe alzare la qualità delle nuove aperture.

I limiti della legge. In apertura il procuratore capo Giuseppe Nicolosi ha ricordato quanto sia difficile tenere in carcere i piccoli spacciatori che vengono arrestati anche in flagranza: «La repressione di questo tipo di microcriminalità - ha spiegato - purtroppo non è molto efficace perché è difficile ottenere misure cautelari».

Il caso cinesi. Il prefetto ha detto che nel corso del Comitato si è parlato anche della mobilitazione della comunità cinese che chiede più sicurezza contro scippatori e rapinatori. «Le doglianze della comunità orientale sono in parte fondate, soprattutto per quanto riguarda gli scippi». Poi ha lasciato la parola al colonnello Stifanelli che ha fatto due conti sui reati: le statistiche ufficiali dicono che dei 14.148 reati commessi nel 2015 in provincia di Prato, 937 (pari al 6,6%) sono stati commessi ai danni di cinesi. Se così fosse, gli orientali avrebbero poco di cui lamentarsi perché la percentuale dei residenti sul totale della popolazione è certamente più alto. Il problema è che molti reati non vengono denunciati. Per quanto riguarda le rapine di strada, sono state 112, metà delle quali ai danni di cinesi. Idem per gli scippi: su 206 totali, 103 (esattamente la metà) hanno avuto per vittime cittadini cinesi. Mentre i furti agli orientali sono stati 635 (l'8% del totale). Come per lo spaccio di droga, la questione scippi, ha spiegato il prefetto, verrà affrontata aumentando i controlli nella zona di via Pistoiese e nel Macrolotto. «Ma non consentiremo - ha scandito Maria Laura Simonetti - atti di giustizia sommaria». Un chiaro riferimento a due recenti episodi che sono parsi spedizioni punitive degli orientali contro gli scippatori.

"Aiutateci ad aiutarvi". Il tono del prefetto si fa accorato quando lancia un appello alla cittadinanza: "Dateci fiducia, aiutateci ad aiutarvi". Parla un po' ai cinesi ("che devono anche autoproteggersi", nel senso, per esempio, di non andare in giro con troppo denaro contante in tasca) e un po' al resto della popolazione. Il senso è che la coperta (in termini di organici delle forze dell'ordine) è corta e che tutto non si può fare. E dunque l'invito è a segnalare tempestivamente le situazioni e le persone sospette alle forze dell'ordine.

La sorpresa del sindaco. Matteo Biffoni si è detto abbastanza sorpreso del clamore suscitato a Prato dal servizio delle "Iene", perché dello spaccio di droga in centro si parla ormai da anni. «Capisco che possa provocare sorpresa fuori da Prato - ha detto - ma qui la questione è conosciuta da tempo e la stiamo affrontando. A livello di immagine spiace che siamo passati dalla Prato dei cinesi alla Prato degli spacciatori». Sul nuovo regolamento che intende scoraggiare l'apertura di nuovi mini-market etnici in centro, Biffoni ha detto che andrà in consiglio quando sarà pronto. «Vogliamo rendere la vita più difficile a chi vuol fare il furbo». Quanto ai cinesi, Biffoni ha ribadito che parla con tutti, «a condizione che ci sia la massima trasparenza».

Paolo Nencioni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa