Sicurezza
Strada assediata dai ladri: «Siamo prigionieri in casa»
Tre furti in una settimana, parte una petizione di protesta «Siamo stufi delle promesse, ora vogliamo vedere i fatti»
PRATO. «Entri, entri, guardi un po’ come ci tocca vivere...». Marcello Niccoli, direttore di banca in pensione, abita in una delle palazzine lungo via IV Novembre, una specie di enclave italiana nel quartiere a più alta concentrazione di residenti cinesi. Ma non ce l’ha coi cinesi. Ce l’ha coi ladri che da un anno e mezzo hanno preso di mira la sua strada e via Luti compiendo furti con cadenza periodica. «Otto in diciotto mesi - riassume Niccoli - Tre solo negli ultimi otto giorni». Giusto accanto alla sua abitazione, dove peraltro sono già pasati due volte: «La prima a luglio 2014, la seconda lo scorso aprile». Forse i coniugi Niccoli si erano messi l’anima in pace, ma i furti degli ultimi giorni li hanno spinti a organizzare un raccolta di firme in calce a una petizione che vogliono spedire in Procura, al prefetto, alle forze dell’ordine, e intanto illustrano ai giornali.
«Oltre al dispiacere di vedersi portare via oggetti affettivi e di valore - c’è scritto nella petizione - c’è anche il dolore di sentirsi violentati nella propria abitazione con danni a volte anche notevoli, senza contare che i ladri sono entrati anche con i proprietari all’interno, per cui con il timore di subire danni alle persone».
E dunque i residenti chiedono maggiori controlli nella zona, anche in case abbandonate che sono state occupate dai senzatetto (ce n’è una in via Luti 5), già altre volte allontanati dalle forze dell’ordine. «Non desideriamo promesse che rimarranno lettera morta - scrivono - Non vogliamo sentirci ripetere che state lavorando sul problema, senza mai vederne i risultati, né tantomeno sentirci propinare l’elenco delle cose già fatte, che comunque sia non hanno risolto nessun problema della città. Questa volta vogliamo vedere fatti concreti».
Di concreto intanto c’è che la famiglia Niccoli ha dovuto spendere 8.000 euro per far installare un’inferriata sul retro. «Oltre al danno, la beffa - commenta la moglie Cosetta - Abbiamo speso e ci sentiamo prigionieri in casa nostra».
Eppure il prefetto dice che i reati, anche i furti nelle abitazioni, sono in calo. Il signor Niccoli sbotta in un commento irriferibile. «Ma è perché la gente ha smesso di denunciarli, a meno che non abbiano l’assicurazione. Mi dia retta, 25 anni fa sono stato tra i fondatori del Comitato di via Pistoiese e posso dire che c’era qualche problema, ma tutti questi furti a quel tempo non c’erano».
«Quelli che stanno in Parlamento - aggiunge la moglie - si riducano lo stipendio e diano un po’ di soldi alle forze dell’ordine, qualcosa migliorerebbe».
Dalla porta i coniugi Niccoli indicano la casa di via Luti che è diventata rifugio per i senza tetto, un ingresso con una catena rotta dal quale arriva odore di escrementi. Qualcuno di sicuro ci vive, male, ma è improbabile che vengano da lì i ladri che infestano via IV Novembre. (p.n.)
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